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MILAN - Pioli: "Juve, Inter e Napoli sono più forti, ma dobbiamo essere ambiziosi"
03.12.2020 21:47

Stefano Pioli, allenatire dle Milan, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni in conferenza stampa dopo la vittoria con il Celtic: "Siamo una squadra giovane, sotto di 2 gol e senza Kjaer, siamo riusciti a rimontare, siamo stati squadra. Ibra? Non credo possa rientrare domenica, bisogna stare attenti". Sulla lotta scudetto: "Juve, Inter e Napoli sono più forti, ma noi dobbiamo essere ambiziosi e possiamo ancora crescere. I ragazzi hanno voluto mettermi alla prova, per vedere se mi ero ripreso (ride ndr). Avevamo iniziato bene ma due disattenzioni ci hanno messo in difficoltà, tutte le occasioni possono aiutarci a crescere. Anche andando sotto si deve continuare a giocare di squadra, oggi siamo stati bravi. Il Celtic stasera aveva poco da dimostrare dalla classifica ma voglia di ottenere un risultato importante. Ci piacciono questi tipi di partite, possiamo fare meglio ma sono molto soddisfatto per la reazione della squadra. Esserci qualificati con una gara di anticipo, rifiatare un attimo con un calendario simile può darci una mano. Assenze? Due settimane sono sembrate un'eternità, al di là delle partite c'è la voglia di stare insieme. Abbiamo il piacere di lavorare insieme per dare ed ottenere il massimo. Vogliamo continuare così ed essere ambiziosi. Ibra? E' un giocatore importante anche quando non gioca, come ha detto Bonera è un capogruppo, ha fatto crescere questa squadra, gli ha dato ancora più competitività. Speriamo possa rientrare presto, non credo possa rientrare domenica, è un problema muscolare e bisogna stare attenti. Meglio attendere una partita e stare bene piuttosto che rischiare. Aspettiamo di capire le sue condizioni e quelle di Leao, abbiamo tante soluzioni, oggi hanno segnato Hauge, Diaz, Castillejo... Sono segnali importanti. Gruppo? Ho la fortuna di avere a disposizione, nonostante le assenze, tante soluzioni. Sono contento che Hauge stia dimostrando le sue qualità, credo che possa crescere ancora tanto. È da poco con noi, ha ancora qualche difficoltà con la lingua, alcune posizioni in campo per lui magari sono un po’ strane ma può crescere ancora. Bene che tutti si facciano trovare pronti perché avremo tante partite importanti da giocare. Maradona? L'ho affrontato da avversario, quando giocavo non lo marcavo, io marcavo Giordano o Careca. Un genio, un fuoriclasse. Ho visto tanti documentari su di lui e mi sono commosso. Diego non morirà mai, rimane un mito del calcio, una leggenda. Spiace veramente tanto, rimarrà sempre nei nostri cuori e nella nostra mente".

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