La Champions League chiama Inter e Napoli a due esami di maturità profondamente diversi ma ugualmente complessi. Se a Milano va in scena il gala contro una, dati alla mano della situazione attuale, delle squadre più in forma d'Europa, a Copenaghen si gioca una partita che assomiglia quasi a un gioco di sopravvivenza, con gli azzurri costretti a lottare contro avversari, clima e infermeria.
A San Siro sbarca quella che molti definiscono, numeri alla mano, la squadra attualmente più forte d'Europa. L'Arsenal di Mikel Arteta è una macchina quasi perfetta: primo in Premier League e dominatore assoluto in Champions con 6 vittorie su 6, 17 gol fatti e uno solo subito. I Gunners hanno raggiunto una consapevolezza nei propri mezzi spaventosa, capaci di vincere in ogni modo e con qualsiasi interprete, grazie a una rosa profonda e ricca di talento (anche se domani mancherà Calafiori in difesa). Nonostante il recente 0-0 contro il Nottingham Forest, gli inglesi arrivano a Milano con la certezza di essere grandi e con l'obiettivo di chiudere il girone a punteggio pieno.
Dall'altra parte c'è l'Inter di Chivu. I nerazzurri, reduci da due beffe europee nei minuti finali contro Atletico e Liverpool, cercano l'impresa spinti dai risultati in campionato (8 vittorie nelle ultime 9). Vincere contro questo Arsenal sembra molto molto difficile sulla carta, ma per l'Inter i tre punti sono vitali per evitare la palude dei playoff e sperare in una qualificazione diretta agli ottavi. Servirà la partita perfetta contro un avversario che ha fatto a pezzi persino il Bayern Monaco.
Ben diversa l'atmosfera in casa Napoli. La trasferta in Danimarca assomiglia più a una spedizione con i ranghi ridotti all'osso. Antonio Conte è alle prese con una vera e propria "psicosi infortuni": tantissimi giocatori sono indisponibili o in dubbio. Agli assenti di lungo corso (Lukaku, che però dovrebbe essere convocato, De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Meret) si sono aggiunti dopo il Sassuolo anche Politano (out un mese), Rrahmani, fuori due settimane, e Anguissa bloccato dalla schiena. Senza contare Neres, che starà fuori fino al Chelsea ed Elmas con la febbre. La situazione è critica, il nervosismo di Conte è palpabile: la squadra è costretta agli straordinari senza possibilità di turnover, mettendo a rischio anche gli insostituibili come McTominay, Lobotka e Hojlund, chiamati alla sesta partita in 16 giorni.
La sfida al Parken Stadium è un vero e proprio spareggio: entrambe le squadre sono a 7 punti, in bilico sulla soglia dei playoff. Chi vince ipoteca il passaggio del turno, chi perde rischia l'eliminazione. Il Copenaghen in casa è un fortino, spinto dal freddo e dai tifosi; il Napoli, che ha perso le ultime 5 trasferte europee, dovrà trovare risorse mentali e fisiche insperate per non crollare nel momento più delicato della stagione, in attesa di quei rinforzi dal mercato che tardano ad arrivare.
di Redazione
20/01/2026 - 15:40
La Champions League chiama Inter e Napoli a due esami di maturità profondamente diversi ma ugualmente complessi. Se a Milano va in scena il gala contro una, dati alla mano della situazione attuale, delle squadre più in forma d'Europa, a Copenaghen si gioca una partita che assomiglia quasi a un gioco di sopravvivenza, con gli azzurri costretti a lottare contro avversari, clima e infermeria.
A San Siro sbarca quella che molti definiscono, numeri alla mano, la squadra attualmente più forte d'Europa. L'Arsenal di Mikel Arteta è una macchina quasi perfetta: primo in Premier League e dominatore assoluto in Champions con 6 vittorie su 6, 17 gol fatti e uno solo subito. I Gunners hanno raggiunto una consapevolezza nei propri mezzi spaventosa, capaci di vincere in ogni modo e con qualsiasi interprete, grazie a una rosa profonda e ricca di talento (anche se domani mancherà Calafiori in difesa). Nonostante il recente 0-0 contro il Nottingham Forest, gli inglesi arrivano a Milano con la certezza di essere grandi e con l'obiettivo di chiudere il girone a punteggio pieno.
Dall'altra parte c'è l'Inter di Chivu. I nerazzurri, reduci da due beffe europee nei minuti finali contro Atletico e Liverpool, cercano l'impresa spinti dai risultati in campionato (8 vittorie nelle ultime 9). Vincere contro questo Arsenal sembra molto molto difficile sulla carta, ma per l'Inter i tre punti sono vitali per evitare la palude dei playoff e sperare in una qualificazione diretta agli ottavi. Servirà la partita perfetta contro un avversario che ha fatto a pezzi persino il Bayern Monaco.
Ben diversa l'atmosfera in casa Napoli. La trasferta in Danimarca assomiglia più a una spedizione con i ranghi ridotti all'osso. Antonio Conte è alle prese con una vera e propria "psicosi infortuni": tantissimi giocatori sono indisponibili o in dubbio. Agli assenti di lungo corso (Lukaku, che però dovrebbe essere convocato, De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Meret) si sono aggiunti dopo il Sassuolo anche Politano (out un mese), Rrahmani, fuori due settimane, e Anguissa bloccato dalla schiena. Senza contare Neres, che starà fuori fino al Chelsea ed Elmas con la febbre. La situazione è critica, il nervosismo di Conte è palpabile: la squadra è costretta agli straordinari senza possibilità di turnover, mettendo a rischio anche gli insostituibili come McTominay, Lobotka e Hojlund, chiamati alla sesta partita in 16 giorni.
La sfida al Parken Stadium è un vero e proprio spareggio: entrambe le squadre sono a 7 punti, in bilico sulla soglia dei playoff. Chi vince ipoteca il passaggio del turno, chi perde rischia l'eliminazione. Il Copenaghen in casa è un fortino, spinto dal freddo e dai tifosi; il Napoli, che ha perso le ultime 5 trasferte europee, dovrà trovare risorse mentali e fisiche insperate per non crollare nel momento più delicato della stagione, in attesa di quei rinforzi dal mercato che tardano ad arrivare.