Raphinha è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport e ha parlato della sua nuova posizione. Il brasiliano, infatti, viene utilizzato da Flick nel ruolo di prima punta. In questa posizione, Raphinha ha già realizzato 12 gol in Liga in 7 partite.
Il brasiliano ha spiegato come è arrivato a ricoprire il ruolo di numero 9: “Sono arrivato al cambio di posizione in modo progressivo. Dalla fascia inizio a muovermi in una zona più centrale, e in estate iniziamo a fare delle prove. Funzionano, io sto bene perché mi piace stare più vicino alla porta, anche perché stare vicino alla porta con compagni di questo livello è chiaro che ti offre occasioni”.
Raphinha ha riconosciuto l'importanza di Hans-Dieter Flick nel suo percorso al Barcellona: “Flick mi ha cambiato la mentalità. Quando lui è arrivato io ero con la testa fuori dal club. Ero sicuro di andarmene, mi ha chiamato, mi ha detto di aspettare a decidere, che voleva parlarmi di persona. E la conversazione è stata fondamentale. Mi ha dato fiducia, mi ha fatto vedere cose di me che io non avevo visto”.
Nella rosa del Barcellona sono presenti diversi giovani. L'ex Leeds ha parlato del rapporto con i compagni più giovani: "I ragazzi più giovani mi fanno sentire vecchio, o almeno più vicino alla fine della mia carriera. Ti spingono a tenerti in forma, sono uno stimolo e infatti non sono mai stato tanto bene fisicamente come ora. Per il resto i risultati aiutano a creare un buon ambiente, e se c’è da essere duri lo faccio".
Raphinha ha poi analizzato le difficoltà incontrate dal Brasile nell'ultimo Mondiale, chiuso con l'eliminazione agli ottavi di finale contro la Norvegia: "Cosa non ha funzionato? A livello personale, l’infortunio. A livello di squadra abbiamo sbagliato quando non si poteva sbagliare, non siamo riusciti a giocare come volevamo. Ora però abbiamo 4 anni per preparare il prossimo".
"Ancelotti mi ha sorpreso tantissimo", ha raccontato Raphinha parlando del commissario tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti. "L’avevo incontrato come rivale qui in Spagna e mi aveva lasciato una buona impressione, mi pareva una persona rispettosa. Ma quando ho iniziato a lavorare con lui in nazionale e ci siamo conosciuti sul serio ho scoperto un tipo eccezionale, ripeto, una magnifica sorpresa. Per questo guardo al Mondiale del 2030".
L'attaccante brasiliano ha infine parlato della Champions League, un trofeo che non arriva in casa blaugrana dal 2015: "Ci manca la Champions League. La semifinale con l’Inter di due anni fa non mi va ancora giù. Eravamo lì a un passo, che dolore. È stata dura, però se guardiamo indietro è indubbio che avessimo una squadra decisamente giovane, oggi mentalmente siamo molto più maturi e preparati per affrontare i momenti difficili che ti offre la Champions. Pronti a lottare per ogni obiettivo".
di Redazione
25/09/2026 - 11:05
Raphinha è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport e ha parlato della sua nuova posizione. Il brasiliano, infatti, viene utilizzato da Flick nel ruolo di prima punta. In questa posizione, Raphinha ha già realizzato 12 gol in Liga in 7 partite.
Il brasiliano ha spiegato come è arrivato a ricoprire il ruolo di numero 9: “Sono arrivato al cambio di posizione in modo progressivo. Dalla fascia inizio a muovermi in una zona più centrale, e in estate iniziamo a fare delle prove. Funzionano, io sto bene perché mi piace stare più vicino alla porta, anche perché stare vicino alla porta con compagni di questo livello è chiaro che ti offre occasioni”.
Raphinha ha riconosciuto l'importanza di Hans-Dieter Flick nel suo percorso al Barcellona: “Flick mi ha cambiato la mentalità. Quando lui è arrivato io ero con la testa fuori dal club. Ero sicuro di andarmene, mi ha chiamato, mi ha detto di aspettare a decidere, che voleva parlarmi di persona. E la conversazione è stata fondamentale. Mi ha dato fiducia, mi ha fatto vedere cose di me che io non avevo visto”.
Nella rosa del Barcellona sono presenti diversi giovani. L'ex Leeds ha parlato del rapporto con i compagni più giovani: "I ragazzi più giovani mi fanno sentire vecchio, o almeno più vicino alla fine della mia carriera. Ti spingono a tenerti in forma, sono uno stimolo e infatti non sono mai stato tanto bene fisicamente come ora. Per il resto i risultati aiutano a creare un buon ambiente, e se c’è da essere duri lo faccio".
Raphinha ha poi analizzato le difficoltà incontrate dal Brasile nell'ultimo Mondiale, chiuso con l'eliminazione agli ottavi di finale contro la Norvegia: "Cosa non ha funzionato? A livello personale, l’infortunio. A livello di squadra abbiamo sbagliato quando non si poteva sbagliare, non siamo riusciti a giocare come volevamo. Ora però abbiamo 4 anni per preparare il prossimo".
"Ancelotti mi ha sorpreso tantissimo", ha raccontato Raphinha parlando del commissario tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti. "L’avevo incontrato come rivale qui in Spagna e mi aveva lasciato una buona impressione, mi pareva una persona rispettosa. Ma quando ho iniziato a lavorare con lui in nazionale e ci siamo conosciuti sul serio ho scoperto un tipo eccezionale, ripeto, una magnifica sorpresa. Per questo guardo al Mondiale del 2030".
L'attaccante brasiliano ha infine parlato della Champions League, un trofeo che non arriva in casa blaugrana dal 2015: "Ci manca la Champions League. La semifinale con l’Inter di due anni fa non mi va ancora giù. Eravamo lì a un passo, che dolore. È stata dura, però se guardiamo indietro è indubbio che avessimo una squadra decisamente giovane, oggi mentalmente siamo molto più maturi e preparati per affrontare i momenti difficili che ti offre la Champions. Pronti a lottare per ogni obiettivo".