NAPOLI - Se c'è una qualità che non manca al Napoli è la capacità di sapersi reinventare di partita in partita in questa stagione costellata da una caterva di infortuni che lo costringono da mesi e mesi a competere a ranghi ridotti. La squadra di Conte sta dimostrando tenacia ed enorme capacità di reazione alle avversità, tanto che finora è rimasta nella zona alta della classifica a competere per le prime posizioni. L'impegno è ineccepibile finché si lotta e si gioca sul campo in un contesto agonistico di regole chiare, ma è inevitabile inciampare di fronte all'imponderabile. La tecnologia ha fatto il suo ingresso nel mondo del calcio per dare un supporto oggettivo e chiarificatore, per dissipare dubbi, illazioni, dietrologie, teorie del complotto, insomma nell'ottica di un valore aggiunto capace di spegnere le polemiche che spesso accompagnano le decisioni arbitrali. In tal senso, ad esempio la gol line technology ha dato un aiuto concreto nello stabilire quando la palla effettivamente entra in rete superando la linea di porta, eliminando i gol fantasma. La vera rivoluzione c'è stata però con l'introduzione del VAR, sistema di video assistenza per la revisione delle azioni di gioco, per correggere errori chiari ed evidenti e gravi sviste arbitrali nei quattro casi di gol/non gol, rigore/non rigore, rosso diretto, scambio d'identità. In sé è uno strumento dalle grandi potenzialità, ma il suo regolamento attuativo di fatto è da rivedere perché genera solo una enorme confusione e la percezione comune e diffusa è che non ci sia uniformità di giudizio e soprattutto che nebulosa sia la linea di confine tra il potere decisionale dell'arbitro ed il campo di azione del VAR. Alla New Balance Arena in occasione di Atalanta-Napoli si sono verificati errori arbitrali gravi che inevitabilmente hanno inciso sul risultato. Nel corso del primo tempo, Chiffi ha concesso un rigore al Napoli e poi l'ha revocato dopo una segnalazione del Var sulla ritenuta non punibilità del contatto di Hien su Hojlund. Inoltre, nella ripresa, ha annullato un gol segnato da Gutierrez per presunto fallo di Hojlund su Hien, senza intervento del Var che non ha invitato all'on field review, di fatto negando agli azzurri la rete del 2-0 dopo il bel gol di testa segnato da Beukema nel primo tempo. La partita ha dunque preso un'altra piega, l'Atalanta si è riorganizzata con i cambi ed ha trovato la via del gol con Pasalic e Samardzic, ribaltando il risultato e portando a casa i tre punti. Questo però non è il calcio che i tifosi amano e fioccano ormai le lamentele dei club sui troppi errori arbitrali commessi in questa stagione. Il Napoli è giusto che si faccia sentire per tutelare se stesso ma anche a difesa della credibilità stessa del campionato di Serie A che merita un sistema arbitrale di livello, capace di funzionare correttamente senza intoppi, senza protagonismi ma mettendosi al servizio del gioco del calcio e facendo in modo che a parlare sia il campo e che i riflettori restino accesi solo sul talento dei campioni e sulle prestazioni delle squadre, evitando così di far disamorare i tifosi che sono stufi di episodi del genere che poi alla lunga impattano sulla classifica finale incidendo come torti subiti in termini di punti persi, con buona pace della meritocrazia.

di Redazione
24/02/2026 - 23:55
NAPOLI - Se c'è una qualità che non manca al Napoli è la capacità di sapersi reinventare di partita in partita in questa stagione costellata da una caterva di infortuni che lo costringono da mesi e mesi a competere a ranghi ridotti. La squadra di Conte sta dimostrando tenacia ed enorme capacità di reazione alle avversità, tanto che finora è rimasta nella zona alta della classifica a competere per le prime posizioni. L'impegno è ineccepibile finché si lotta e si gioca sul campo in un contesto agonistico di regole chiare, ma è inevitabile inciampare di fronte all'imponderabile. La tecnologia ha fatto il suo ingresso nel mondo del calcio per dare un supporto oggettivo e chiarificatore, per dissipare dubbi, illazioni, dietrologie, teorie del complotto, insomma nell'ottica di un valore aggiunto capace di spegnere le polemiche che spesso accompagnano le decisioni arbitrali. In tal senso, ad esempio la gol line technology ha dato un aiuto concreto nello stabilire quando la palla effettivamente entra in rete superando la linea di porta, eliminando i gol fantasma. La vera rivoluzione c'è stata però con l'introduzione del VAR, sistema di video assistenza per la revisione delle azioni di gioco, per correggere errori chiari ed evidenti e gravi sviste arbitrali nei quattro casi di gol/non gol, rigore/non rigore, rosso diretto, scambio d'identità. In sé è uno strumento dalle grandi potenzialità, ma il suo regolamento attuativo di fatto è da rivedere perché genera solo una enorme confusione e la percezione comune e diffusa è che non ci sia uniformità di giudizio e soprattutto che nebulosa sia la linea di confine tra il potere decisionale dell'arbitro ed il campo di azione del VAR. Alla New Balance Arena in occasione di Atalanta-Napoli si sono verificati errori arbitrali gravi che inevitabilmente hanno inciso sul risultato. Nel corso del primo tempo, Chiffi ha concesso un rigore al Napoli e poi l'ha revocato dopo una segnalazione del Var sulla ritenuta non punibilità del contatto di Hien su Hojlund. Inoltre, nella ripresa, ha annullato un gol segnato da Gutierrez per presunto fallo di Hojlund su Hien, senza intervento del Var che non ha invitato all'on field review, di fatto negando agli azzurri la rete del 2-0 dopo il bel gol di testa segnato da Beukema nel primo tempo. La partita ha dunque preso un'altra piega, l'Atalanta si è riorganizzata con i cambi ed ha trovato la via del gol con Pasalic e Samardzic, ribaltando il risultato e portando a casa i tre punti. Questo però non è il calcio che i tifosi amano e fioccano ormai le lamentele dei club sui troppi errori arbitrali commessi in questa stagione. Il Napoli è giusto che si faccia sentire per tutelare se stesso ma anche a difesa della credibilità stessa del campionato di Serie A che merita un sistema arbitrale di livello, capace di funzionare correttamente senza intoppi, senza protagonismi ma mettendosi al servizio del gioco del calcio e facendo in modo che a parlare sia il campo e che i riflettori restino accesi solo sul talento dei campioni e sulle prestazioni delle squadre, evitando così di far disamorare i tifosi che sono stufi di episodi del genere che poi alla lunga impattano sulla classifica finale incidendo come torti subiti in termini di punti persi, con buona pace della meritocrazia.
