martedì 26 settembre 2023, ore
L'EDITORIALE
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, ora l'ultimo bacio ricco di gratitudine a Spalletti, e già si pensa al futuro con Victor e Kvara"
29.05.2023 23:55

NAPOLI - Solo un pari a Bologna, peccato. Soprattutto se si considera il doppio vantaggio (vano) accumulato con la strepitosa doppietta di Osimhen (con il primo dei due gol gentilmente servito su un piatto d'argento da Skorupski), sempre più capocannoniere indiscusso del campionato di serie A con 25 reti totalizzate ad una giornata dal termine dei giochi. Sfuma dunque la possibilita' di raggiungere i 92 punti, staccando di una lunghezza il record fissato a 91 da Sarri. Dettagli di fine stagione, in ogni caso. Lo stesso Spalletti ha sottolineato che il vero record resta quello di aver vinto il campionato con 5 giornate di anticipo. E' vero, ma è giusto anche pensare a cio' che si vede in campo. E qualche appunto preso dalla trasferta di Bologna puo' tornare utile. Il primo che mi viene in mente e' che si avverte palesemente l'assenza di Di Lorenzo, soprattutto se poi sulla fascia destra mancano sia Politano che Lozano, oltre al jolly Elmas. Bereszynski ha fornito l'assist per il secondo gol di Osimhen (strepitoso per controllo e conclusione), ma ha anche permesso a Sansone di tirare indisturbato verso Gollini generando poi la rete di Ferguson. In altre circostanze mi e' parso facilmente superabile dai cross felsinei, un po' come Olivera troppo compassato sulla fascia mancina. Nulla da dire (stavolta) su Rrahmani (fresco di rinnovo fino al 2027) e Kim. Il giallo (del tutto inesistente) sventolato dall'arbitro Marcenaro al sudcoreano (diffidato e pertanto assente contro la Sampdoria) evidenzia tutta l'inesperienza dei nuovi fischietti italiani, con l'opportunità (sempre piu' necessaria) di cambiare il protocollo e permettere al VAR di intervenire qualora il direttore di gara prenda un evidente abbaglio. I titolari prescelti (Victor escluso) non mi hanno convinto. Nel primo tempo, ad esempio, era lecito attendersi di piu' da Kvara (isolato e per certi versi fuori fase) e Lobotka (un po' troppo statico rispetto al solito), mentre Anguissa e Zielinski tenevano salde le redini del gioco. Zerbin, che sia schierato a destra o a sinistra, eccezion fatta per un buon tiro dal limite dell'area nel primo tempo, mi sembra ancora acerbo per i livelli raggiunti dalla squadra. In questo quadro generale, con la sostituzione di Osimhen sono terminate le azioni offensive del Napoli. Raspadori e Simeone, che probabilmente speravamo in qualche minuto in piu', non sono riusciti a far fronte al ritorno del Bologna, che di fatto ha passeggiato in attacco dopo l'uscita di Kim per Juan Jesus, sovrastando il Napoli sulle palle alte e nelle ripartenze, tanto poi da giungere al pari con De Silvestri e a sfiorare il clamoroso terzo gol nel finale. Intanto Spalletti, definendo il suo tatuaggio parteno-tricolorato un "prurito venuto in superficie", non replica alle parole di ADL sul privilegio (e non l'obbligo) di essere a Napoli, sottolineando che intende solo godersi la festa del 4 giugno insieme al popolo napoletano. Sarà (a meno di un improvviso e, a questo punto, a dir poco cinematografico colpo di teatro) la notte in cui ci si saluterà con il mister, tra lacrime ed emozioni, stando a quanto finalmente svelato da De Laurentiis a "Che tempo che fa" da Fabio Fazio: ovvero la decisione del vate di Certaldo (che ormai era parsa abbastanza chiara, unendo il puzzle delle sue ultime dichiarazioni) di prendersi un anno sabbatico. E' quindi giunto il tempo di pensare al futuro, con Luis Enrique (la prima scelta) pronto a subentrare ed a guidare Victor, Kvara e i campioni d'Italia. Prima pero' l'ultimo bacio ricco di gratitudine a mister Spalletti, al di là di ogni pec, sempre che il tecnico non cambi clamorosamente idea durante l'ultima festa, in uno Stadio Maradona che di sicuro saprà toccargli le corde del cuore e dell'anima. Intanto grazie di tutto Luciano, pensando già al Napoli che verrà.

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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