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ON AIR - Trotta: "Como-Napoli, con Fabregas sarà sicuramente una gara aperta, tutto dipenderà dall'interpretazione del match da parte di Conte, è una partita incerta"
30.04.2026 12:22 di Redazione
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Atlético Madrid e Arsenal finiscono 1-1 e resta tutto aperto per il ritorno. Un po' come è successo a Parigi: un 5-4 non accontenta tutti. Che lettura dà di queste due partite?

“Per come la vedo io, gli allenatori definiscono l'identità delle squadre. La partita del giorno prima è stata giocata da due squadre fortissime che si sono affrontate a viso aperto, senza troppi calcoli, ed è venuto fuori uno spettacolo meraviglioso. Invece, nella gara tra Atlético e Arsenal, soprattutto per l'impostazione di Diego Simeone, sappiamo che c'è più attenzione alla grinta, alla gestione del risultato. Lui stesso ha detto che un 5-4 non è mai qualcosa di piacevole, a prescindere. Quindi è tutto nella norma. È chiaro che chi guarda le partite preferisce uno spettacolo come Paris Saint-Germain contro Bayern Monaco, però sono visioni diverse del calcio. Sono tutte squadre fortissime e credo che, in qualsiasi incrocio, possano venir fuori grandi partite. Però l'impostazione dell'Atlético incide e porta a gare meno spettacolari". 

Restando sul calcio italiano, voglio entrare in un tema delicato: il caso che coinvolge alcuni arbitri. Lei crede che ci sia stata corruzione oppure si tratta di episodi isolati, magari legati a rapporti personali?

“Quando esce fuori qualcosa del genere, difficilmente è tutto inventato. Non si indaga una persona senza motivi. Ci sono state dimissioni per fatti ancora da accertare, quindi non c'è certezza, però qualcosa che non va c'è stato. Io mi auguro solo che si vada fino in fondo: se ci sono responsabilità, devono essere punite in maniera severa, perché non è possibile che il calcio italiano venga sempre messo in discussione per colpa di singoli. Se invece non è stato fatto nulla, è giusto che arrivino le scuse e che tutto torni come prima. Ma se qualcuno ha cercato di fare qualcosa di illecito, deve essere allontanato". 

Torniamo al campo: il Napoli sarà impegnato a Como. Che partita si aspetta? Possiamo aspettarci almeno una gara vivace, considerando anche la sfida tra Antonio Conte e Cesc Fàbregas?

“Secondo me è una partita un po' incerta. Potrebbe venir fuori una bellissima gara, ma anche una partita in cui il Napoli ha paura di perderla. Quando vai a giocare a Como trovi una squadra che ti mette in difficoltà, con tanti giovani bravi. Molto dipenderà da come Conte interpreterà la partita. Per quanto riguarda il Como, con Fàbregas sarà sicuramente una gara aperta, perché ha dimostrato di non voler cambiare atteggiamento in base all'avversario. Questo a me piace molto. Però tutto dipenderà da come il Napoli affronterà la partita". 

Sempre sul Napoli: non c'è il rischio di tornare al punto di partenza? La posizione di Conte sembra un po' in bilico e forse c'è l'urgenza di capire chi sarà alla guida la prossima stagione.

“Il Napoli e Conte, al di là dei contratti, si danno sempre appuntamento a fine stagione per fare il punto con il presidente. Sarà così anche quest'anno. Non credo che prima della fine del campionato ci sarà una certezza o una conferma ufficiale sul futuro. Io oggi non mi sento di sbilanciarmi, anche se, a sensazione, non sono sicuro che resti". 

Secondo lei, c'è una concreta possibilità che vada via?

“Non credo che i risultati siano determinanti. Penso che sia Conte sia la società si siano già fatti un'idea, a prescindere da come finirà la stagione". 

Chiudiamo con una previsione: chi vede in UEFA Champions League il prossimo anno?

“Tre squadre le abbiamo quasi sicure: Inter Napoli ed il Milan. Poi vediamo come finirà la stagione, la quarta non voglio pronosticarla". 

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30/04/2026 - 12:22

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Atlético Madrid e Arsenal finiscono 1-1 e resta tutto aperto per il ritorno. Un po' come è successo a Parigi: un 5-4 non accontenta tutti. Che lettura dà di queste due partite?

“Per come la vedo io, gli allenatori definiscono l'identità delle squadre. La partita del giorno prima è stata giocata da due squadre fortissime che si sono affrontate a viso aperto, senza troppi calcoli, ed è venuto fuori uno spettacolo meraviglioso. Invece, nella gara tra Atlético e Arsenal, soprattutto per l'impostazione di Diego Simeone, sappiamo che c'è più attenzione alla grinta, alla gestione del risultato. Lui stesso ha detto che un 5-4 non è mai qualcosa di piacevole, a prescindere. Quindi è tutto nella norma. È chiaro che chi guarda le partite preferisce uno spettacolo come Paris Saint-Germain contro Bayern Monaco, però sono visioni diverse del calcio. Sono tutte squadre fortissime e credo che, in qualsiasi incrocio, possano venir fuori grandi partite. Però l'impostazione dell'Atlético incide e porta a gare meno spettacolari". 

Restando sul calcio italiano, voglio entrare in un tema delicato: il caso che coinvolge alcuni arbitri. Lei crede che ci sia stata corruzione oppure si tratta di episodi isolati, magari legati a rapporti personali?

“Quando esce fuori qualcosa del genere, difficilmente è tutto inventato. Non si indaga una persona senza motivi. Ci sono state dimissioni per fatti ancora da accertare, quindi non c'è certezza, però qualcosa che non va c'è stato. Io mi auguro solo che si vada fino in fondo: se ci sono responsabilità, devono essere punite in maniera severa, perché non è possibile che il calcio italiano venga sempre messo in discussione per colpa di singoli. Se invece non è stato fatto nulla, è giusto che arrivino le scuse e che tutto torni come prima. Ma se qualcuno ha cercato di fare qualcosa di illecito, deve essere allontanato". 

Torniamo al campo: il Napoli sarà impegnato a Como. Che partita si aspetta? Possiamo aspettarci almeno una gara vivace, considerando anche la sfida tra Antonio Conte e Cesc Fàbregas?

“Secondo me è una partita un po' incerta. Potrebbe venir fuori una bellissima gara, ma anche una partita in cui il Napoli ha paura di perderla. Quando vai a giocare a Como trovi una squadra che ti mette in difficoltà, con tanti giovani bravi. Molto dipenderà da come Conte interpreterà la partita. Per quanto riguarda il Como, con Fàbregas sarà sicuramente una gara aperta, perché ha dimostrato di non voler cambiare atteggiamento in base all'avversario. Questo a me piace molto. Però tutto dipenderà da come il Napoli affronterà la partita". 

Sempre sul Napoli: non c'è il rischio di tornare al punto di partenza? La posizione di Conte sembra un po' in bilico e forse c'è l'urgenza di capire chi sarà alla guida la prossima stagione.

“Il Napoli e Conte, al di là dei contratti, si danno sempre appuntamento a fine stagione per fare il punto con il presidente. Sarà così anche quest'anno. Non credo che prima della fine del campionato ci sarà una certezza o una conferma ufficiale sul futuro. Io oggi non mi sento di sbilanciarmi, anche se, a sensazione, non sono sicuro che resti". 

Secondo lei, c'è una concreta possibilità che vada via?

“Non credo che i risultati siano determinanti. Penso che sia Conte sia la società si siano già fatti un'idea, a prescindere da come finirà la stagione". 

Chiudiamo con una previsione: chi vede in UEFA Champions League il prossimo anno?

“Tre squadre le abbiamo quasi sicure: Inter Napoli ed il Milan. Poi vediamo come finirà la stagione, la quarta non voglio pronosticarla".