«Al giorno d’oggi un cinema perfetto, tecnicamente e artisticamente riuscito, è quasi sempre un cinema reazionario». Scriveva così, nel 1969, il regista cubano Julio García Espinosa nel manifesto Por un cine imperfecto. Quand’è che il cinema, allora, diventa rivoluzionario? E in che modo? Il movimento del Terzo Cinema ha provato a dare una risposta a queste domande, ed è lungo questa traiettoria che nasce la seconda edizione di Manifesti per un cinema libero, rassegna cinematografica a cura di Armando Andria e Gina Annunziata in programma a Napoli dal 19 ottobre al 13 novembre.
L’iniziativa, promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026, è organizzata dall’Associazione culturale H12 e attraverserà sessant’anni di storia del cinema proponendo film e incontri intorno al Terzo Cinema, seguendo le tracce dell’immagine libera e militante. La rassegna, che conta sulle collaborazioni con Fondazione Cineteca di Bologna, The Film Foundation, World Cinema Project e Association Jocelyne Saab, porterà a Napoli versioni restaurate di alcuni dei più grandi capolavori del cinema africano, sudamericano e asiatico.
Si parte lunedì 19 ottobre, alle ore 19, al Multicinema Modernissimo, con Il dio nero e il diavolo biondo (1964) di Glauber Rocha. Girato nel sertão di Bahia, alla vigilia del colpo di Stato che avrebbe consegnato il Brasile a più di vent’anni di dittatura militare, il film è uno dei titoli simbolo del Cinema Novo. Un’opera violenta e poetica, che trasforma il western in allegoria politica e religiosa dando corpo a quella fame (di pane, ma anche di forma e di libertà) che Rocha avrebbe teorizzato nel suo manifesto Estetica della fame. A oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, Il dio nero e il diavolo biondo torna sul grande schermo restituendo intatta la sua carica politica grazie al restauro in 4K realizzato nel 2022 a partire dal negativo originale conservato presso la Cinemateca Brasileira. La proiezione sarà introdotta da Fulvio Baglivi, tra gli autori di Fuori Orario.
Venerdì 23 ottobre lo sguardo si sposta in Tunisia. Alle ore 10, all’Accademia di Belle Arti, il regista e produttore tunisino Mohamed Challouf, fondatore nel 2018 di Ciné-Sud Patrimoine, associazione per il restauro e la promozione del patrimonio cinematografico africano e arabo, terrà una masterclass intitolata “Panafricanismo cinematografico: genealogie e restituzione di un patrimonio”, realizzata in collaborazione con la Scuola di cinema dell’Accademia. Durante la lezione, Challouf rifletterà sull’importanza politica di curare e restituire al pubblico il patrimonio audiovisivo africano e arabo. Una lettura del restauro filmico in chiave decoloniale, in perfetta linea con l’approccio propugnato dal Terzo Cinema. La masterclass sarà preceduta dalla proiezione del documentario di Challouf Tahar Cheriaa à l’ombre du baobab (2015), ritratto intimo di Tahar Cheriaa, padre del panafricanismo cinematografico e fondatore delle Giornate Cinematografiche di Cartagine, e racconto della sua amicizia con i pionieri del cinema africano, da Ousmane Sembène a Moustapha Alassane. A seguire, alle ore 21, al Multicinema Modernissimo, Challouf introdurrà L’uomo di cenere (1986) di Nouri Bouzid, esordio cinematografico di Bouzid. Ambientato a Sfax, nella Tunisia degli anni Ottanta, il film è tra le prime opere del cinema arabo a rompere il silenzio sulla repressione dell’omosessualità e sugli abusi sui minori. Accolto in patria da una violenta campagna di stampa e minacciato di censura, il film vinse il Tanit d’Or alle Giornate Cinematografiche di Cartagine, imponendosi come opera fondativa del nuovo cinema tunisino. L’uomo di cenere sarà presentato a Napoli nel restauro realizzato nel 2025 dalla Cineteca di Bologna con Cinétéléfilms e la Cinémathèque royale de Belgique.
Si prosegue lunedì 26 ottobre, alle ore 19, al Multicinema Modernissimo, con The Razor’s Edge (1985) di Jocelyne Saab. Primo lavoro di finzione della giornalista e documentarista autrice della “Trilogia di Beirut”, il film ambienta una storia d’amore impossibile nella Beirut Ovest devastata dalla guerra civile libanese. Presentato nel 1985 alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, e poi più volte rimontato, il restauro in 4K realizzato nel 2025 dall’Association Jocelyne Saab, con la Cinémathèque suisse e la Cinémathèque québécoise, restituisce oggi la versione originale voluta dall’autrice. La proiezione sarà introdotta da Iain Chambers, professore emerito di Studi culturali e postcoloniali all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.
Mercoledì 28 ottobre, alle ore 12:30, l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale ospiterà Sara Borrillo, Alessia Carnevale, Iain Chambers ed Ersilia Francesca che animeranno un seminario intitolato “Cinema, politica e questioni di genere: uno sguardo transnazionale”. Realizzato in collaborazione con MEGAMAPS - Mapping Emerging Gender Artivism in the Mediterranean Arab Public Space, progetto dell’Orientale, l’incontro andrà a rileggere l’eredità delle pratiche cinematografiche militanti alla luce delle forme contemporanee di attivismo artistico e di genere, chiedendosi quali strumenti critici e immaginativi il Terzo Cinema possa offrire ancora oggi a chi lavora sui margini, sui corpi e sulle soggettività escluse dalle narrazioni dominanti.
Venerdì 30 ottobre, alle ore 21, si torna al Multicinema Modernissimo, per Report to Mother (1986), l’ultimo film di John Abraham. Prodotto dall’Odessa Collective con una raccolta fondi condotta villaggio per villaggio, Report to Mother porta alle estreme conseguenze l’idea di un cinema del popolo, filmando nel Kerala degli anni Ottanta la parabola e il disincanto del movimento naxalita, la ribellione indiana di ispirazione maoista, con una macchina a mano che discende dritta dal Terzo Cinema e dalla lezione del maestro Ritwik Ghatak. Considerato tra i vertici del Parallel Cinema indiano, torna in sala nel restauro in 4K della Film Heritage Foundation, presentato lo scorso maggio a Cannes Classics. Il film sarà introdotto dall’artista e ricercatrice Alessandra Cianelli, parte del Centro Studi Postcoloniali e di Genere dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.
Dopo una breve pausa, lunedì 9 novembre Napoli accoglierà Laura Citarella, una delle figure più riconosciute del cinema d’autore internazionale. Alle ore 19, al Multicinema Modernissimo, la regista argentina presenterà Trenque Lauquen - 1ª parte, opera acclamata alla Biennale di Venezia del 2022 e prodotta da El Pampero Cine, compagnia di produzione indipendente che dal 2002 reinventa dal basso le possibilità del cinema narrativo con mezzi indipendenti e un metodo di lavoro corale. Un’eredità contemporanea del Terzo Cinema, nata a Buenos Aires dalla precisa volontà di sperimentare e rinnovare le pratiche del cinema argentino a partire da un'indipendenza radicale dalle fonti di finanziamento convenzionali. La presenza a Napoli di Citarella sarà arricchita da un workshop gratuito di quattro giornate rivolto a 12 filmmaker under 35. Da martedì 10 a venerdì 13 novembre, infatti, al Riot Studio, Laura Citarella ed Ezequiel Pierri, produttore, regista, anch’egli esponente di El Pampero Cine ed interprete di Trenque Lauquen, condurranno un laboratorio fedele al metodo del collettivo argentino. I due cineasti guideranno i partecipanti lungo l'intero percorso di filmmaking, partendo da una situazione reale per costruire insieme, con un approccio pratico, un possibile progetto filmico. Il workshop è curato da Ladoc, che in questi anni, con i laboratori di Béla Tarr (2024), Mohsen Makhmalbaf (2025), Michelangelo Frammartino (2026) e Ali Asgari (2026), si è distinta per il lavoro di formazione per giovani registi e registe. Le persone interessate al workshop potranno candidarsi tramite apposito form sul sito della rassegna (https://www.manifestiperuncinemalibero.it/workshop-con-laura-citarella-e-ezequiel-pierri/). La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 12 ottobre.
L’agenda di Manifesti per un cinema libero si concluderà venerdì 13 novembre con un doppio appuntamento. Alle ore 10:30, all’Accademia di Belle Arti, Citarella e Pierri ripercorreranno il proprio percorso artistico con una masterclass moderata da Andrea Inzerillo, direttore artistico del Sicilia Queer filmfest. A seguire, alle ore 21, al Multicinema Modernissimo sarà proiettato Trenque Lauquen - 2ª parte, a cui seguirà un incontro tra la regista Laura Citarella e il pubblico in sala.
Tutti i film sono presentati in versione originale con sottotitoli in italiano.

di Redazione
08/10/2026 - 10:07
«Al giorno d’oggi un cinema perfetto, tecnicamente e artisticamente riuscito, è quasi sempre un cinema reazionario». Scriveva così, nel 1969, il regista cubano Julio García Espinosa nel manifesto Por un cine imperfecto. Quand’è che il cinema, allora, diventa rivoluzionario? E in che modo? Il movimento del Terzo Cinema ha provato a dare una risposta a queste domande, ed è lungo questa traiettoria che nasce la seconda edizione di Manifesti per un cinema libero, rassegna cinematografica a cura di Armando Andria e Gina Annunziata in programma a Napoli dal 19 ottobre al 13 novembre.
L’iniziativa, promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026, è organizzata dall’Associazione culturale H12 e attraverserà sessant’anni di storia del cinema proponendo film e incontri intorno al Terzo Cinema, seguendo le tracce dell’immagine libera e militante. La rassegna, che conta sulle collaborazioni con Fondazione Cineteca di Bologna, The Film Foundation, World Cinema Project e Association Jocelyne Saab, porterà a Napoli versioni restaurate di alcuni dei più grandi capolavori del cinema africano, sudamericano e asiatico.
Si parte lunedì 19 ottobre, alle ore 19, al Multicinema Modernissimo, con Il dio nero e il diavolo biondo (1964) di Glauber Rocha. Girato nel sertão di Bahia, alla vigilia del colpo di Stato che avrebbe consegnato il Brasile a più di vent’anni di dittatura militare, il film è uno dei titoli simbolo del Cinema Novo. Un’opera violenta e poetica, che trasforma il western in allegoria politica e religiosa dando corpo a quella fame (di pane, ma anche di forma e di libertà) che Rocha avrebbe teorizzato nel suo manifesto Estetica della fame. A oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, Il dio nero e il diavolo biondo torna sul grande schermo restituendo intatta la sua carica politica grazie al restauro in 4K realizzato nel 2022 a partire dal negativo originale conservato presso la Cinemateca Brasileira. La proiezione sarà introdotta da Fulvio Baglivi, tra gli autori di Fuori Orario.
Venerdì 23 ottobre lo sguardo si sposta in Tunisia. Alle ore 10, all’Accademia di Belle Arti, il regista e produttore tunisino Mohamed Challouf, fondatore nel 2018 di Ciné-Sud Patrimoine, associazione per il restauro e la promozione del patrimonio cinematografico africano e arabo, terrà una masterclass intitolata “Panafricanismo cinematografico: genealogie e restituzione di un patrimonio”, realizzata in collaborazione con la Scuola di cinema dell’Accademia. Durante la lezione, Challouf rifletterà sull’importanza politica di curare e restituire al pubblico il patrimonio audiovisivo africano e arabo. Una lettura del restauro filmico in chiave decoloniale, in perfetta linea con l’approccio propugnato dal Terzo Cinema. La masterclass sarà preceduta dalla proiezione del documentario di Challouf Tahar Cheriaa à l’ombre du baobab (2015), ritratto intimo di Tahar Cheriaa, padre del panafricanismo cinematografico e fondatore delle Giornate Cinematografiche di Cartagine, e racconto della sua amicizia con i pionieri del cinema africano, da Ousmane Sembène a Moustapha Alassane. A seguire, alle ore 21, al Multicinema Modernissimo, Challouf introdurrà L’uomo di cenere (1986) di Nouri Bouzid, esordio cinematografico di Bouzid. Ambientato a Sfax, nella Tunisia degli anni Ottanta, il film è tra le prime opere del cinema arabo a rompere il silenzio sulla repressione dell’omosessualità e sugli abusi sui minori. Accolto in patria da una violenta campagna di stampa e minacciato di censura, il film vinse il Tanit d’Or alle Giornate Cinematografiche di Cartagine, imponendosi come opera fondativa del nuovo cinema tunisino. L’uomo di cenere sarà presentato a Napoli nel restauro realizzato nel 2025 dalla Cineteca di Bologna con Cinétéléfilms e la Cinémathèque royale de Belgique.
Si prosegue lunedì 26 ottobre, alle ore 19, al Multicinema Modernissimo, con The Razor’s Edge (1985) di Jocelyne Saab. Primo lavoro di finzione della giornalista e documentarista autrice della “Trilogia di Beirut”, il film ambienta una storia d’amore impossibile nella Beirut Ovest devastata dalla guerra civile libanese. Presentato nel 1985 alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, e poi più volte rimontato, il restauro in 4K realizzato nel 2025 dall’Association Jocelyne Saab, con la Cinémathèque suisse e la Cinémathèque québécoise, restituisce oggi la versione originale voluta dall’autrice. La proiezione sarà introdotta da Iain Chambers, professore emerito di Studi culturali e postcoloniali all’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.
Mercoledì 28 ottobre, alle ore 12:30, l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale ospiterà Sara Borrillo, Alessia Carnevale, Iain Chambers ed Ersilia Francesca che animeranno un seminario intitolato “Cinema, politica e questioni di genere: uno sguardo transnazionale”. Realizzato in collaborazione con MEGAMAPS - Mapping Emerging Gender Artivism in the Mediterranean Arab Public Space, progetto dell’Orientale, l’incontro andrà a rileggere l’eredità delle pratiche cinematografiche militanti alla luce delle forme contemporanee di attivismo artistico e di genere, chiedendosi quali strumenti critici e immaginativi il Terzo Cinema possa offrire ancora oggi a chi lavora sui margini, sui corpi e sulle soggettività escluse dalle narrazioni dominanti.
Venerdì 30 ottobre, alle ore 21, si torna al Multicinema Modernissimo, per Report to Mother (1986), l’ultimo film di John Abraham. Prodotto dall’Odessa Collective con una raccolta fondi condotta villaggio per villaggio, Report to Mother porta alle estreme conseguenze l’idea di un cinema del popolo, filmando nel Kerala degli anni Ottanta la parabola e il disincanto del movimento naxalita, la ribellione indiana di ispirazione maoista, con una macchina a mano che discende dritta dal Terzo Cinema e dalla lezione del maestro Ritwik Ghatak. Considerato tra i vertici del Parallel Cinema indiano, torna in sala nel restauro in 4K della Film Heritage Foundation, presentato lo scorso maggio a Cannes Classics. Il film sarà introdotto dall’artista e ricercatrice Alessandra Cianelli, parte del Centro Studi Postcoloniali e di Genere dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale.
Dopo una breve pausa, lunedì 9 novembre Napoli accoglierà Laura Citarella, una delle figure più riconosciute del cinema d’autore internazionale. Alle ore 19, al Multicinema Modernissimo, la regista argentina presenterà Trenque Lauquen - 1ª parte, opera acclamata alla Biennale di Venezia del 2022 e prodotta da El Pampero Cine, compagnia di produzione indipendente che dal 2002 reinventa dal basso le possibilità del cinema narrativo con mezzi indipendenti e un metodo di lavoro corale. Un’eredità contemporanea del Terzo Cinema, nata a Buenos Aires dalla precisa volontà di sperimentare e rinnovare le pratiche del cinema argentino a partire da un'indipendenza radicale dalle fonti di finanziamento convenzionali. La presenza a Napoli di Citarella sarà arricchita da un workshop gratuito di quattro giornate rivolto a 12 filmmaker under 35. Da martedì 10 a venerdì 13 novembre, infatti, al Riot Studio, Laura Citarella ed Ezequiel Pierri, produttore, regista, anch’egli esponente di El Pampero Cine ed interprete di Trenque Lauquen, condurranno un laboratorio fedele al metodo del collettivo argentino. I due cineasti guideranno i partecipanti lungo l'intero percorso di filmmaking, partendo da una situazione reale per costruire insieme, con un approccio pratico, un possibile progetto filmico. Il workshop è curato da Ladoc, che in questi anni, con i laboratori di Béla Tarr (2024), Mohsen Makhmalbaf (2025), Michelangelo Frammartino (2026) e Ali Asgari (2026), si è distinta per il lavoro di formazione per giovani registi e registe. Le persone interessate al workshop potranno candidarsi tramite apposito form sul sito della rassegna (https://www.manifestiperuncinemalibero.it/workshop-con-laura-citarella-e-ezequiel-pierri/). La scadenza per l’invio delle candidature è fissata al 12 ottobre.
L’agenda di Manifesti per un cinema libero si concluderà venerdì 13 novembre con un doppio appuntamento. Alle ore 10:30, all’Accademia di Belle Arti, Citarella e Pierri ripercorreranno il proprio percorso artistico con una masterclass moderata da Andrea Inzerillo, direttore artistico del Sicilia Queer filmfest. A seguire, alle ore 21, al Multicinema Modernissimo sarà proiettato Trenque Lauquen - 2ª parte, a cui seguirà un incontro tra la regista Laura Citarella e il pubblico in sala.
Tutti i film sono presentati in versione originale con sottotitoli in italiano.
