IBRAHIM MAHAMA
PER NAPOLI
VOYAGEUR
Napoli, Piazza Municipio
21 settembre – 18 novembre 2026
a cura di Vincenzo Trione
Dal 21 settembre al 18 novembre 2026 arriva a Napoli, in Piazza Municipio, Voyageur, il nuovo intervento di arte pubblica di Ibrahim Mahama, tra i maggiori protagonisti dell'arte contemporanea internazionale, a cura di Vincenzo Trione.
Dopo Michelangelo Pistoletto (2023), Gaetano Pesce (2024) e Jaume Plensa (2025), Ibrahim Mahama si confronta con Piazza Municipio, per la quale ha concepito un'opera monumentale inedita composta da tre imbarcazioni, realizzate appositamente per l'occasione: tre grandi barche in legno, alte circa 5, 7 e 8 metri, costruite secondo modelli e tecniche tradizionali del Ghana. Le imbarcazioni, parzialmente immerse nel suolo della piazza, assumono una presenza al tempo stesso concreta e straniante, trasformando uno degli spazi pubblici più rappresentativi della città in un luogo sospeso, nel quale l'idea del viaggio si confronta con quella della permanenza.
Collocate al centro della piazza recentemente restaurata su progetto di Álvaro Siza e affacciata sul porto di Napoli, le tre barche mettono in relazione l'Africa occidentale e il Mediterraneo, due geografie unite da secoli di navigazioni, scambi e attraversamenti. Il lavoro richiama alcuni dei temi centrali della ricerca di Mahama: le migrazioni, la circolazione delle merci, il lavoro, la memoria dei materiali, gli scambi tra culture e le trasformazioni delle comunità.
Il titolo Voyageur introduce una figura centrale nell'installazione: quella di chi viaggia, di chi attraversa uno spazio geografico e umano alla ricerca di un altrove. Le tre barche possono così evocare i viaggiatori contemporanei che attraversano il Mediterraneo, spesso spinti da condizioni economiche, sociali e politiche drammatiche, e richiamare le esperienze di quanti affrontano il mare alla ricerca di sicurezza e di una nuova possibilità di vita. La loro posizione, parzialmente immersa nel suolo della piazza, suggerisce anche la dimensione tragica di questi attraversamenti e il destino di quanti non riescono a raggiungere la riva.
Le tre imbarcazioni possono essere lette anche come vele ferme nel vento, come presenze che, pur non potendo più navigare, continuano a custodire l'idea del movimento. Di fronte al porto di Napoli, diventano così immagini di altri viaggi possibili e metafore di una speranza necessaria: la possibilità di attraversare confini, incontrare altre comunità e immaginare nuovi percorsi di convivenza.
La presenza delle tre imbarcazioni nella piazza assume quindi un significato molteplice, ribadendo il legame diretto con il mare, inteso non soltanto come spazio geografico, ma come luogo di viaggio, incontro, accoglienza e pace: valori che l'arte può contribuire a condividere e promuovere.
"La nuova installazione di Mahama in piazza Municipio, per Napoli contemporanea 2026, porta al centro dello spazio urbano alcuni temi di grande attualità: lo scambio tra culture, la convivenza pacifica tra i popoli e il mare come crocevia di incontri", sostiene il sindaco Gaetano Manfredi. "Nella piazza affacciata sul porto di Napoli, tre grandi barche in legno, realizzate secondo tecniche tradizionali del Ghana, volgeranno lo sguardo al mare testimoniando, nella settimana di avvicinamento alle pre-regate dell'America's Cup, l'impegno della città per la pace e l'accoglienza. Sono molto soddisfatto dei progetti, curati da Vincenzo Trione, sull'arte contemporanea. Napoli, città dall'immenso patrimonio storico e culturale, dimostra ogni giorno di essere un punto di riferimento per gli appassionati d'arte. La sua vocazione al contemporaneo cresce sempre di più, ospitando mostre, installazioni, performance di grande valore, spesso inedite, in luoghi anche non usuali: piazze, strade, spazi aperti al pubblico. Ringrazio l'artista Ibrahim Mahama per il suo lavoro e tutti coloro che, a diverso titolo, hanno creduto in Voyageur. Ci aspetta una settimana impegnativa, una settimana in cui i riflettori saranno puntati sulla città: Napoli, anche attraverso l'arte pubblica, può dire al mondo che la pace, la solidarietà e l'incontro tra i popoli sono una forza capace di arricchire l'intera comunità".
"L'arrivo di Voyageur di Ibrahim Mahama in Piazza Municipio rappresenta un momento di straordinario rilievo", dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore culturali del Comune di Napoli. "Avere a Napoli l'espressione di una delle voci più potenti e autorevoli del panorama artistico mondiale dimostra quanto la nostra città continui a essere un baricentro culturale di primaria grandezza. Questo intervento si inserisce nel solco della visione strategica che il sindaco Manfredi e l'Amministrazione comunale perseguono con determinazione. Con il programma Napoli contemporanea abbiamo voluto rafforzare la vocazione pubblica e internazionale della città, trasformando piazze e luoghi simbolici in spazi dedicati al dialogo e alla riflessione collettiva. Al contempo, la nostra politica culturale si fonda sull'idea di affiancare alle opere dei grandi maestri il sostegno capillare alla creatività diffusa. Attraverso lo strumento dei bandi pubblici, come quello che ha dato vita alla rassegna Visioni contemporanee, abbiamo voluto valorizzare i giovani talenti, gli artisti e le realtà del territorio, portando l'arte contemporanea al di fuori dei circuiti tradizionali e diffondendola nei quartieri, da Scampia a San Giovanni a Teduccio, fino al centro storico. Crediamo che l'arte non debba essere solo un arricchimento dell'offerta culturale, ma un importante strumento conoscitivo e interpretativo del presente, in grado di farci recuperare una dimensione di comunità, di rispetto del bene comune e di visione del futuro"
Per il curatore Vincenzo Trione, "le tre barche di Mahama, collocate al centro della piazza riprogettata da Álvaro Siza, accentuano la dimensione misteriosamente metafisica di questo spazio e diventano immagini ambigue: da una parte evocano il destino tragico di chi tenta di attraversare il Mediterraneo, dall'altra ricordano vele issate al vento, di fronte al porto di Napoli. Sono, insieme, monumenti alla memoria e alla possibilità del viaggio, metafore di piccole e necessarie utopie, forme della speranza".
"A Napoli, una città così profondamente legata all'archeologia, al mare e a una lunga storia di scambi e attraversamenti, ho pensato a queste tre imbarcazioni come a forme di viaggio", afferma Ibrahim Mahama. "Sono barche che non navigano, ma stanno in piedi nello spazio della città: portano con sé l'idea del movimento e, allo stesso tempo, quella di qualcosa che rimane".
Voyageur è il secondo appuntamento di Napoli contemporanea 2026, dopo la mostra di Robert Crumb, Cattivi pensieri, ospitata da fine maggio ad agosto a Castel Nuovo – Maschio Angioino. Napoli contemporanea 2026 è il programma di mostre e installazioni avviato nel 2023 per rafforzare la vocazione al contemporaneo della città attraverso progetti pensati per gli spazi pubblici e i luoghi simbolici di Napoli, voluto dal sindaco Gaetano Manfredi e curato da Vincenzo Trione, consigliere del sindaco per l'arte contemporanea e l'attività museale.
Il progetto è promosso e finanziato dal Comune di Napolinell'ambito di Napoli contemporanea, con l'organizzazione e la comunicazione a cura di Bam Arte. Si ringrazia l'Accademia di Belle Arti di Napoli per la documentazione fotografica. Si ringrazia, inoltre, il Maestro Enzo Avitabile per gli interventi performativi in occasione dell'inaugurazione.
di Redazione
21/09/2026 - 19:19
IBRAHIM MAHAMA
PER NAPOLI
VOYAGEUR
Napoli, Piazza Municipio
21 settembre – 18 novembre 2026
a cura di Vincenzo Trione
Dal 21 settembre al 18 novembre 2026 arriva a Napoli, in Piazza Municipio, Voyageur, il nuovo intervento di arte pubblica di Ibrahim Mahama, tra i maggiori protagonisti dell'arte contemporanea internazionale, a cura di Vincenzo Trione.
Dopo Michelangelo Pistoletto (2023), Gaetano Pesce (2024) e Jaume Plensa (2025), Ibrahim Mahama si confronta con Piazza Municipio, per la quale ha concepito un'opera monumentale inedita composta da tre imbarcazioni, realizzate appositamente per l'occasione: tre grandi barche in legno, alte circa 5, 7 e 8 metri, costruite secondo modelli e tecniche tradizionali del Ghana. Le imbarcazioni, parzialmente immerse nel suolo della piazza, assumono una presenza al tempo stesso concreta e straniante, trasformando uno degli spazi pubblici più rappresentativi della città in un luogo sospeso, nel quale l'idea del viaggio si confronta con quella della permanenza.
Collocate al centro della piazza recentemente restaurata su progetto di Álvaro Siza e affacciata sul porto di Napoli, le tre barche mettono in relazione l'Africa occidentale e il Mediterraneo, due geografie unite da secoli di navigazioni, scambi e attraversamenti. Il lavoro richiama alcuni dei temi centrali della ricerca di Mahama: le migrazioni, la circolazione delle merci, il lavoro, la memoria dei materiali, gli scambi tra culture e le trasformazioni delle comunità.
Il titolo Voyageur introduce una figura centrale nell'installazione: quella di chi viaggia, di chi attraversa uno spazio geografico e umano alla ricerca di un altrove. Le tre barche possono così evocare i viaggiatori contemporanei che attraversano il Mediterraneo, spesso spinti da condizioni economiche, sociali e politiche drammatiche, e richiamare le esperienze di quanti affrontano il mare alla ricerca di sicurezza e di una nuova possibilità di vita. La loro posizione, parzialmente immersa nel suolo della piazza, suggerisce anche la dimensione tragica di questi attraversamenti e il destino di quanti non riescono a raggiungere la riva.
Le tre imbarcazioni possono essere lette anche come vele ferme nel vento, come presenze che, pur non potendo più navigare, continuano a custodire l'idea del movimento. Di fronte al porto di Napoli, diventano così immagini di altri viaggi possibili e metafore di una speranza necessaria: la possibilità di attraversare confini, incontrare altre comunità e immaginare nuovi percorsi di convivenza.
La presenza delle tre imbarcazioni nella piazza assume quindi un significato molteplice, ribadendo il legame diretto con il mare, inteso non soltanto come spazio geografico, ma come luogo di viaggio, incontro, accoglienza e pace: valori che l'arte può contribuire a condividere e promuovere.
"La nuova installazione di Mahama in piazza Municipio, per Napoli contemporanea 2026, porta al centro dello spazio urbano alcuni temi di grande attualità: lo scambio tra culture, la convivenza pacifica tra i popoli e il mare come crocevia di incontri", sostiene il sindaco Gaetano Manfredi. "Nella piazza affacciata sul porto di Napoli, tre grandi barche in legno, realizzate secondo tecniche tradizionali del Ghana, volgeranno lo sguardo al mare testimoniando, nella settimana di avvicinamento alle pre-regate dell'America's Cup, l'impegno della città per la pace e l'accoglienza. Sono molto soddisfatto dei progetti, curati da Vincenzo Trione, sull'arte contemporanea. Napoli, città dall'immenso patrimonio storico e culturale, dimostra ogni giorno di essere un punto di riferimento per gli appassionati d'arte. La sua vocazione al contemporaneo cresce sempre di più, ospitando mostre, installazioni, performance di grande valore, spesso inedite, in luoghi anche non usuali: piazze, strade, spazi aperti al pubblico. Ringrazio l'artista Ibrahim Mahama per il suo lavoro e tutti coloro che, a diverso titolo, hanno creduto in Voyageur. Ci aspetta una settimana impegnativa, una settimana in cui i riflettori saranno puntati sulla città: Napoli, anche attraverso l'arte pubblica, può dire al mondo che la pace, la solidarietà e l'incontro tra i popoli sono una forza capace di arricchire l'intera comunità".
"L'arrivo di Voyageur di Ibrahim Mahama in Piazza Municipio rappresenta un momento di straordinario rilievo", dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore culturali del Comune di Napoli. "Avere a Napoli l'espressione di una delle voci più potenti e autorevoli del panorama artistico mondiale dimostra quanto la nostra città continui a essere un baricentro culturale di primaria grandezza. Questo intervento si inserisce nel solco della visione strategica che il sindaco Manfredi e l'Amministrazione comunale perseguono con determinazione. Con il programma Napoli contemporanea abbiamo voluto rafforzare la vocazione pubblica e internazionale della città, trasformando piazze e luoghi simbolici in spazi dedicati al dialogo e alla riflessione collettiva. Al contempo, la nostra politica culturale si fonda sull'idea di affiancare alle opere dei grandi maestri il sostegno capillare alla creatività diffusa. Attraverso lo strumento dei bandi pubblici, come quello che ha dato vita alla rassegna Visioni contemporanee, abbiamo voluto valorizzare i giovani talenti, gli artisti e le realtà del territorio, portando l'arte contemporanea al di fuori dei circuiti tradizionali e diffondendola nei quartieri, da Scampia a San Giovanni a Teduccio, fino al centro storico. Crediamo che l'arte non debba essere solo un arricchimento dell'offerta culturale, ma un importante strumento conoscitivo e interpretativo del presente, in grado di farci recuperare una dimensione di comunità, di rispetto del bene comune e di visione del futuro"
Per il curatore Vincenzo Trione, "le tre barche di Mahama, collocate al centro della piazza riprogettata da Álvaro Siza, accentuano la dimensione misteriosamente metafisica di questo spazio e diventano immagini ambigue: da una parte evocano il destino tragico di chi tenta di attraversare il Mediterraneo, dall'altra ricordano vele issate al vento, di fronte al porto di Napoli. Sono, insieme, monumenti alla memoria e alla possibilità del viaggio, metafore di piccole e necessarie utopie, forme della speranza".
"A Napoli, una città così profondamente legata all'archeologia, al mare e a una lunga storia di scambi e attraversamenti, ho pensato a queste tre imbarcazioni come a forme di viaggio", afferma Ibrahim Mahama. "Sono barche che non navigano, ma stanno in piedi nello spazio della città: portano con sé l'idea del movimento e, allo stesso tempo, quella di qualcosa che rimane".
Voyageur è il secondo appuntamento di Napoli contemporanea 2026, dopo la mostra di Robert Crumb, Cattivi pensieri, ospitata da fine maggio ad agosto a Castel Nuovo – Maschio Angioino. Napoli contemporanea 2026 è il programma di mostre e installazioni avviato nel 2023 per rafforzare la vocazione al contemporaneo della città attraverso progetti pensati per gli spazi pubblici e i luoghi simbolici di Napoli, voluto dal sindaco Gaetano Manfredi e curato da Vincenzo Trione, consigliere del sindaco per l'arte contemporanea e l'attività museale.
Il progetto è promosso e finanziato dal Comune di Napolinell'ambito di Napoli contemporanea, con l'organizzazione e la comunicazione a cura di Bam Arte. Si ringrazia l'Accademia di Belle Arti di Napoli per la documentazione fotografica. Si ringrazia, inoltre, il Maestro Enzo Avitabile per gli interventi performativi in occasione dell'inaugurazione.