La Repubblica si sofferma sulle quattro ore di interrogatorio di Andrea Gervasoni, ex supervisore VAR, ieri davanti al pm Maurizio Ascione e alla Guardia di Finanza, per il caso designazioni. Il fischietto ha negato di aver interferito sul Var di Salernitana-Modena: "ma il giorno dopo parla al cellulare con Dino Tommasi - diventato oggi il successore di Rocchi, - e si lascia andare a commenti sull'operato dei varisti. "Ho dato un voto alto perché hanno fatto bene" dice, aggiungendo considerazioni che avrebbero spinto la procura a ritenere che abbia condizionato in modo interventistico la loro scelta". In merito ad Inter-Roma, sul fallo non fischiato Bisseck-Ndicka, avrebbe dichiarato: "«Questione di 15 secondi, non sono intervenuto nella scelta» del Var Di Bello e dell'Avar Piccinini, al contrario di quanto testimoniato da arbitri ed ex al pm. Al telefono con Rocchi, si sarebbero ammessi «l'erroraccio» commesso nel non richiamare l'arbitro", riferisce il quotidiano.
di Redazione
01/05/2026 - 08:55
La Repubblica si sofferma sulle quattro ore di interrogatorio di Andrea Gervasoni, ex supervisore VAR, ieri davanti al pm Maurizio Ascione e alla Guardia di Finanza, per il caso designazioni. Il fischietto ha negato di aver interferito sul Var di Salernitana-Modena: "ma il giorno dopo parla al cellulare con Dino Tommasi - diventato oggi il successore di Rocchi, - e si lascia andare a commenti sull'operato dei varisti. "Ho dato un voto alto perché hanno fatto bene" dice, aggiungendo considerazioni che avrebbero spinto la procura a ritenere che abbia condizionato in modo interventistico la loro scelta". In merito ad Inter-Roma, sul fallo non fischiato Bisseck-Ndicka, avrebbe dichiarato: "«Questione di 15 secondi, non sono intervenuto nella scelta» del Var Di Bello e dell'Avar Piccinini, al contrario di quanto testimoniato da arbitri ed ex al pm. Al telefono con Rocchi, si sarebbero ammessi «l'erroraccio» commesso nel non richiamare l'arbitro", riferisce il quotidiano.