Enrico Fedele, ex dirigente sportivo, è intervenuto a Febbre a 90, su Vikonos Web Radio/Tv. Ecco le sue dichiarazioni: "Possiamo dire che questa è una stagione di grandi rimpianti? Fino ad un certo punto, il Napoli aveva molte aspettative, io però non approvavo la campagna acquisti, mancava il sostituto di Kvara, di Anguissa e Di lorenzo, gli infortuni hanno portato all’eliminazione dalla Coppa dei Campioni e dalla Coppa Italia. Sì, è stata vinta la Supercoppa, la qualificazione alla prossima Champions è certamente l’obiettivo principale ma mi sembra il minimo sindacale. Battere il Lecce per provare anche a mettere nel mirino il secondo posto? Prima di tutto bisogna blindare la classifica, il Napoli e terzo e dietro ci sono Como, Roma e Juventus, in ogni caso sì, il secondo posto è ancora possibile ma è un campionato non esaltante, si poteva fare molto meglio. Infortuni? C’è stato un superlavoro in ritiro, questo è fuori discussione. Il Napoli poi ha un’età media altissima, lo staff medico comunque è lo stesso da anni, a fine stagione bisognerà fare riflessioni non campate in aria e ognuno dovrà assumersi le responsabilità. Senza dare la colpa a nessuno, ci mancherebbe, ma da esseri umani si può sbagliare. Conte era un giocatore di grande fatica, anche da allenatore ha portato questo insegnamento, lui entra nella testa dei suoi calciatori, ma non è un manager. Conte è il direttore del personale, scelto però dalla società. Alisson Santos? Molto interessante, i cavalli vincenti si vedono al traguardo. Le premesse però ci sono tutte”.
di Redazione
13/03/2026 - 12:26
Enrico Fedele, ex dirigente sportivo, è intervenuto a Febbre a 90, su Vikonos Web Radio/Tv. Ecco le sue dichiarazioni: "Possiamo dire che questa è una stagione di grandi rimpianti? Fino ad un certo punto, il Napoli aveva molte aspettative, io però non approvavo la campagna acquisti, mancava il sostituto di Kvara, di Anguissa e Di lorenzo, gli infortuni hanno portato all’eliminazione dalla Coppa dei Campioni e dalla Coppa Italia. Sì, è stata vinta la Supercoppa, la qualificazione alla prossima Champions è certamente l’obiettivo principale ma mi sembra il minimo sindacale. Battere il Lecce per provare anche a mettere nel mirino il secondo posto? Prima di tutto bisogna blindare la classifica, il Napoli e terzo e dietro ci sono Como, Roma e Juventus, in ogni caso sì, il secondo posto è ancora possibile ma è un campionato non esaltante, si poteva fare molto meglio. Infortuni? C’è stato un superlavoro in ritiro, questo è fuori discussione. Il Napoli poi ha un’età media altissima, lo staff medico comunque è lo stesso da anni, a fine stagione bisognerà fare riflessioni non campate in aria e ognuno dovrà assumersi le responsabilità. Senza dare la colpa a nessuno, ci mancherebbe, ma da esseri umani si può sbagliare. Conte era un giocatore di grande fatica, anche da allenatore ha portato questo insegnamento, lui entra nella testa dei suoi calciatori, ma non è un manager. Conte è il direttore del personale, scelto però dalla società. Alisson Santos? Molto interessante, i cavalli vincenti si vedono al traguardo. Le premesse però ci sono tutte”.