A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Dario Santoro, giornalista collaboratore di Rainews. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Un Napoli che ha fornito, contro la Lazio, una prestazione che possiamo definire imbarazzante?
“Assolutamente sì. Ricordo poche prestazioni così negative del Napoli: quella contro la Lazio ai tempi di Rudi Garcia e il 3-0 incassato in casa contro l’Atalanta lo scorso anno. Gare così orrende non le vedevo da tempo. C’è anche chi paragona questa disfatta a quella europea contro il PSV Eindhoven, ma quella resta forse ancora peggiore. Mi limiterei al confronto con le altre due partite citate".
Quanto c’è di Antonio Conte in questa sconfitta del Napoli contro la Lazio?
“C’è tutto di Antonio Conte. Siamo in un momento cruciale del campionato e già nella scorsa gara contro il Parma, in cui il Napoli era chiamato a vincere a tutti i costi, è arrivato invece un pareggio imbarazzante. Quel risultato ha favorito nettamente il percorso dell’Inter verso lo scudetto, permettendo ai nerazzurri di affrontare con maggiore serenità la sfida decisiva contro il Como. Non possiamo ragionare con i se e con i ma, ma se il Napoli avesse vinto contro il Parma, per l’Inter sarebbe stato più complicato. In questo turno la responsabilità è totalmente di Conte: l’allenatore è lui, non siamo né io né te. Doveva essere un momento cruciale in positivo e invece non è riuscito nemmeno a infastidire l’Inter fino alla fine. Con un distacco di 12 punti, i giochi sono praticamente chiusi. È un peccato, perché si poteva almeno lottare fino all’ultimo turno. Considerando che il Napoli non ha giocato la Champions League e ha speso oltre 200 milioni sul mercato, il bilancio non può essere positivo. La Supercoppa, composta da due partite, non basta a salvare la stagione. In Champions c’è stata un’umiliazione, con un piazzamento intorno al trentesimo posto e sconfitte ridicole. Anche il gioco espresso in campionato non è stato all’altezza. Questo fa pensare che il successo dello scorso anno sia stato favorito anche dal percorso europeo dell’Inter".
Restando su questa stagione, senza tornare alla precedente, quale aggettivo utilizzerebbe per descriverla?
“Deludente. Le aspettative erano molto più alte. Dopo lo scudetto si è abbassata l’asticella parlando solo di qualificazione in Champions, ma con gli investimenti fatti si poteva fare molto di più, soprattutto in Europa. Io lo dicevo già tra dicembre e gennaio, quando il Napoli sembrava in caduta. Poi c’è stata una ripresa e sono state trovate soluzioni, ma è anche normale per un allenatore che guadagna 8-9 milioni l’anno e ha a disposizione una rosa ampia. Gli infortuni, a mio avviso, sono in gran parte responsabilità della gestione tecnica. Il mercato estivo, inoltre, ha deluso: molti calciatori hanno reso sotto le aspettative, da Lorenzo Lucca a Noa Lang. Anche Vanja Milinkovic-Savic non ha convinto: non dà garanzie né tra i pali né nel gioco con i piedi. Contro la Lazio, dopo aver parato un rigore, ha rischiato su un tiro di Matteo Cancellieri con un intervento goffo. È un portiere che non mi convince. In generale, si poteva e si doveva fare molto meglio, sia per gli investimenti sul mercato sia per la scelta dell’allenatore".
Come si spiega l’involuzione di Alessandro Buongiorno in questa stagione?
“È una domanda difficilissima. L’anno scorso era un difensore in grande forma, capace di anticipare e mantenere il posizionamento. Da dopo la pesante sconfitta contro il PSV Eindhoven c’è stata un’involuzione evidente. L’unica spiegazione plausibile è che non si sia mai ripreso completamente dall’infortunio della scorsa stagione. Non vediamo gli allenamenti, ma già in ritiro si notava una condizione fisica precaria. Non è stata una buona annata per lui e, a questo punto, il Napoli potrebbe anche pensare di cederlo per rifondare".
Se dovessero separarsi Antonio Conte ed il Napoli, chi potrebbe arrivare sulla panchina azzurra?
“Al momento non c’è nulla di concreto, né su una separazione né su una permanenza. L’idea di Conte lo scorso anno era di andare via, ma non si concretizzò anche per dinamiche legate alla Juventus e al mercato già impostato dal Napoli, con l’arrivo di Kevin De Bruyne e altri investimenti importanti. I festeggiamenti per lo scudetto contribuirono a farlo restare. Anche quest’anno ci sono state tensioni comunicative con Aurelio De Laurentiis, ma nulla di definito. Ho la sensazione che la società possa pensare a un nuovo ciclo con un allenatore meno esigente dal punto di vista economico. De Laurentiis potrebbe anche essere più soddisfatto di una separazione. In caso di addio, si è parlato anche della Nazionale per Conte, anche se al momento il favorito sembra essere Claudio Ranieri. Bisognerà attendere gli sviluppi, ma a differenza dello scorso anno non ci sono decisioni già prese".
di Redazione
20/04/2026 - 11:35
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Dario Santoro, giornalista collaboratore di Rainews. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Un Napoli che ha fornito, contro la Lazio, una prestazione che possiamo definire imbarazzante?
“Assolutamente sì. Ricordo poche prestazioni così negative del Napoli: quella contro la Lazio ai tempi di Rudi Garcia e il 3-0 incassato in casa contro l’Atalanta lo scorso anno. Gare così orrende non le vedevo da tempo. C’è anche chi paragona questa disfatta a quella europea contro il PSV Eindhoven, ma quella resta forse ancora peggiore. Mi limiterei al confronto con le altre due partite citate".
Quanto c’è di Antonio Conte in questa sconfitta del Napoli contro la Lazio?
“C’è tutto di Antonio Conte. Siamo in un momento cruciale del campionato e già nella scorsa gara contro il Parma, in cui il Napoli era chiamato a vincere a tutti i costi, è arrivato invece un pareggio imbarazzante. Quel risultato ha favorito nettamente il percorso dell’Inter verso lo scudetto, permettendo ai nerazzurri di affrontare con maggiore serenità la sfida decisiva contro il Como. Non possiamo ragionare con i se e con i ma, ma se il Napoli avesse vinto contro il Parma, per l’Inter sarebbe stato più complicato. In questo turno la responsabilità è totalmente di Conte: l’allenatore è lui, non siamo né io né te. Doveva essere un momento cruciale in positivo e invece non è riuscito nemmeno a infastidire l’Inter fino alla fine. Con un distacco di 12 punti, i giochi sono praticamente chiusi. È un peccato, perché si poteva almeno lottare fino all’ultimo turno. Considerando che il Napoli non ha giocato la Champions League e ha speso oltre 200 milioni sul mercato, il bilancio non può essere positivo. La Supercoppa, composta da due partite, non basta a salvare la stagione. In Champions c’è stata un’umiliazione, con un piazzamento intorno al trentesimo posto e sconfitte ridicole. Anche il gioco espresso in campionato non è stato all’altezza. Questo fa pensare che il successo dello scorso anno sia stato favorito anche dal percorso europeo dell’Inter".
Restando su questa stagione, senza tornare alla precedente, quale aggettivo utilizzerebbe per descriverla?
“Deludente. Le aspettative erano molto più alte. Dopo lo scudetto si è abbassata l’asticella parlando solo di qualificazione in Champions, ma con gli investimenti fatti si poteva fare molto di più, soprattutto in Europa. Io lo dicevo già tra dicembre e gennaio, quando il Napoli sembrava in caduta. Poi c’è stata una ripresa e sono state trovate soluzioni, ma è anche normale per un allenatore che guadagna 8-9 milioni l’anno e ha a disposizione una rosa ampia. Gli infortuni, a mio avviso, sono in gran parte responsabilità della gestione tecnica. Il mercato estivo, inoltre, ha deluso: molti calciatori hanno reso sotto le aspettative, da Lorenzo Lucca a Noa Lang. Anche Vanja Milinkovic-Savic non ha convinto: non dà garanzie né tra i pali né nel gioco con i piedi. Contro la Lazio, dopo aver parato un rigore, ha rischiato su un tiro di Matteo Cancellieri con un intervento goffo. È un portiere che non mi convince. In generale, si poteva e si doveva fare molto meglio, sia per gli investimenti sul mercato sia per la scelta dell’allenatore".
Come si spiega l’involuzione di Alessandro Buongiorno in questa stagione?
“È una domanda difficilissima. L’anno scorso era un difensore in grande forma, capace di anticipare e mantenere il posizionamento. Da dopo la pesante sconfitta contro il PSV Eindhoven c’è stata un’involuzione evidente. L’unica spiegazione plausibile è che non si sia mai ripreso completamente dall’infortunio della scorsa stagione. Non vediamo gli allenamenti, ma già in ritiro si notava una condizione fisica precaria. Non è stata una buona annata per lui e, a questo punto, il Napoli potrebbe anche pensare di cederlo per rifondare".
Se dovessero separarsi Antonio Conte ed il Napoli, chi potrebbe arrivare sulla panchina azzurra?
“Al momento non c’è nulla di concreto, né su una separazione né su una permanenza. L’idea di Conte lo scorso anno era di andare via, ma non si concretizzò anche per dinamiche legate alla Juventus e al mercato già impostato dal Napoli, con l’arrivo di Kevin De Bruyne e altri investimenti importanti. I festeggiamenti per lo scudetto contribuirono a farlo restare. Anche quest’anno ci sono state tensioni comunicative con Aurelio De Laurentiis, ma nulla di definito. Ho la sensazione che la società possa pensare a un nuovo ciclo con un allenatore meno esigente dal punto di vista economico. De Laurentiis potrebbe anche essere più soddisfatto di una separazione. In caso di addio, si è parlato anche della Nazionale per Conte, anche se al momento il favorito sembra essere Claudio Ranieri. Bisognerà attendere gli sviluppi, ma a differenza dello scorso anno non ci sono decisioni già prese".