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NEWS - Mollusco dell’Anno 2026: un team italiano, guidato dalla Stazione Zoologica Dohrn, porta la Cumia intertexta in finale
13.04.2026 15:40 di Redazione
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Un piccolo gasteropode, non più lungo di 3 centimetri, è l’unica specie del mediterraneo che ambisce a diventare il Mollusco dell’Anno: selezionato tra decine di specie dei più diversi habitat candidate da tutto il mondo, la lumaca vampiro è tra i 5 finalisti della competizione Mollusc of the Year 2026, unico esemplare dell’Italia e del mediterraneo. La competizione, promossa dal Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte, insieme alla Unitas Malacologica, la società che riunisce gli studiosi di molluschi di tutto il mondo, ha selezionato le specie più eccezionali fra le decine di candidature ricevute attraverso una call scientifica globale.
 
A decretare il vincitore sarà ora il pubblico votando la lumaca vampiro fino al 26 aprile.
 
La lumaca vampiro ha una strategia alimentare decisamente insolita per un gasteropode: si nutre infatti del sangue di diverse specie di pesci, che vengono avvicinati durante la notte mentre riposano sul fondale, grazie all’olfatto particolarmente sviluppato che permette alla lumaca vampiro di localizzare con precisione l’ospite. Quando si trova in prossimità del pesce, la Cumia usa una proboscide flessibile (lunga 10 volte la conchiglia!), dotata di minuscoli denticoli, per agganciarsi alla pelle del pesce e creare al contempo una piccola lacerazione grazie alla quale può iniziare il suo pasto di sangue.
 
Una volta sazia, ritira la proboscide e torna a nascondersi, lasciando il pesce stordito ma vivo… fino al prossimo pasto!
 
La specie è stata candidata al riconoscimento mondiale di Mollusco dell’Anno da un team di ricercatori guidato da Maria Vittoria Modica, zoologa del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione degli Organismi Marini della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine, che studia questa specie da tempo. Formato dai colleghi Marco Oliverio (Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin, Sapienza Università di Roma), Giulia Furfaro e Michele Solca (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali, Università del Salento), il team ha rinvenuto diversi esemplari di Cumia intertexta nelle acque costiere di Porto Cesareo, in Puglia.
 
Si tratta dell’unico rappresentante mediterraneo della famiglia Colubrariidae, che comprende un centinaio di specie per lo più ematofaghe, ovvero che succhiano il sangue ai pesci. Queste lumache vivono prevalentemente in acque basse della fascia tropicale e subtropicale, nascondendosi di giorno sotto i sassi o nelle fessure delle rocce e delle barriere coralline, per attivarsi di notte. Le loro vittime preferite sembrano essere i pesci pappagallo per la loro abitudine di rifugiarsi ogni notte nello stesso sito. Sebbene raro, il vampirismo si è evoluto indipendentemente più volte nei gasteropodi, con specie ematofaghe anche nelle famiglie Cancellariidae e Marginellidae. Tutte queste famiglie appartengono allo stesso gruppo, quello dei neogasteropodi, caratterizzato da uno stile di vita predatorio in cui spesso la preda viene paralizzata grazie alla produzione di tossine, come nelle più note specie del genere Conus, in grado di iniettare un veleno neurotossico lanciando dei dardi acuminati.
 
Anche in Cumia intertexta sono state identificate numerose tossine: proteine ad azione citolitica, ovvero in grado di rompere le membrane cellulari e facilitare l’accesso ai vasi sanguigni; enzimi che aumentano la pressione del pesce e quindi la “portata” del sangue e la velocità a cui viene ingerito; neurotossine che anestetizzano il pesce durante il pasto; e una serie di peptidi anticoagulanti e antiaggreganti che mantengono il sangue fluido. Diverse di queste molecole bioattive potrebbero servire per sviluppare nuovi farmaci e sono attualmente allo studio in collaborazione con medici e farmacologi.
 
Imprescindibile a questo punto per avanzare nella ricerca è la conoscenza dell’organizzazione del genoma di questa specie, che può fornire informazioni fondamentali sulla variabilità genetica alla base della produzione dei composti bioattivi, rendendo la Cumia intertexta una specie modello per la venomica, la disciplina che studia i veleni e i sistemi veleniferi in natura. Si tratta di un’area di ricerca molto promettente per la scoperta di composti bioattivi potenzialmente applicabili sulla specie umana (bioprospecting). Sfrutta infatti i milioni di anni di ottimizzazione effettuata dalla selezione naturale che hanno permesso agli organismi velenosi di produrre composti bioattivi estremamente potenti e specifici per i loro target molecolari. Tra l’altro, i pesci hanno dei meccanismi di coagulazione molto efficienti, per compensare il maggior rischio di sanguinamento in ambiente aquatico, il che rende la ricerca sugli ematofagi marini particolarmente interessante.  
 
Cumia intertexta per il premio Mollusco dell’Anno 2026, c'è tempo per votare fino al 26 aprile.
 
https://universityofalabama.az1.qualtrics.com/jfe/form/SV_bPWhKQXZjWJmwgm
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NEWS - Mollusco dell’Anno 2026: un team italiano, guidato dalla Stazione Zoologica Dohrn, porta la Cumia intertexta in finale

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13/04/2026 - 15:40

Un piccolo gasteropode, non più lungo di 3 centimetri, è l’unica specie del mediterraneo che ambisce a diventare il Mollusco dell’Anno: selezionato tra decine di specie dei più diversi habitat candidate da tutto il mondo, la lumaca vampiro è tra i 5 finalisti della competizione Mollusc of the Year 2026, unico esemplare dell’Italia e del mediterraneo. La competizione, promossa dal Senckenberg Research Institute and Natural History Museum di Francoforte, insieme alla Unitas Malacologica, la società che riunisce gli studiosi di molluschi di tutto il mondo, ha selezionato le specie più eccezionali fra le decine di candidature ricevute attraverso una call scientifica globale.
 
A decretare il vincitore sarà ora il pubblico votando la lumaca vampiro fino al 26 aprile.
 
La lumaca vampiro ha una strategia alimentare decisamente insolita per un gasteropode: si nutre infatti del sangue di diverse specie di pesci, che vengono avvicinati durante la notte mentre riposano sul fondale, grazie all’olfatto particolarmente sviluppato che permette alla lumaca vampiro di localizzare con precisione l’ospite. Quando si trova in prossimità del pesce, la Cumia usa una proboscide flessibile (lunga 10 volte la conchiglia!), dotata di minuscoli denticoli, per agganciarsi alla pelle del pesce e creare al contempo una piccola lacerazione grazie alla quale può iniziare il suo pasto di sangue.
 
Una volta sazia, ritira la proboscide e torna a nascondersi, lasciando il pesce stordito ma vivo… fino al prossimo pasto!
 
La specie è stata candidata al riconoscimento mondiale di Mollusco dell’Anno da un team di ricercatori guidato da Maria Vittoria Modica, zoologa del Dipartimento di Biologia ed Evoluzione degli Organismi Marini della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine, che studia questa specie da tempo. Formato dai colleghi Marco Oliverio (Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Charles Darwin, Sapienza Università di Roma), Giulia Furfaro e Michele Solca (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali, Università del Salento), il team ha rinvenuto diversi esemplari di Cumia intertexta nelle acque costiere di Porto Cesareo, in Puglia.
 
Si tratta dell’unico rappresentante mediterraneo della famiglia Colubrariidae, che comprende un centinaio di specie per lo più ematofaghe, ovvero che succhiano il sangue ai pesci. Queste lumache vivono prevalentemente in acque basse della fascia tropicale e subtropicale, nascondendosi di giorno sotto i sassi o nelle fessure delle rocce e delle barriere coralline, per attivarsi di notte. Le loro vittime preferite sembrano essere i pesci pappagallo per la loro abitudine di rifugiarsi ogni notte nello stesso sito. Sebbene raro, il vampirismo si è evoluto indipendentemente più volte nei gasteropodi, con specie ematofaghe anche nelle famiglie Cancellariidae e Marginellidae. Tutte queste famiglie appartengono allo stesso gruppo, quello dei neogasteropodi, caratterizzato da uno stile di vita predatorio in cui spesso la preda viene paralizzata grazie alla produzione di tossine, come nelle più note specie del genere Conus, in grado di iniettare un veleno neurotossico lanciando dei dardi acuminati.
 
Anche in Cumia intertexta sono state identificate numerose tossine: proteine ad azione citolitica, ovvero in grado di rompere le membrane cellulari e facilitare l’accesso ai vasi sanguigni; enzimi che aumentano la pressione del pesce e quindi la “portata” del sangue e la velocità a cui viene ingerito; neurotossine che anestetizzano il pesce durante il pasto; e una serie di peptidi anticoagulanti e antiaggreganti che mantengono il sangue fluido. Diverse di queste molecole bioattive potrebbero servire per sviluppare nuovi farmaci e sono attualmente allo studio in collaborazione con medici e farmacologi.
 
Imprescindibile a questo punto per avanzare nella ricerca è la conoscenza dell’organizzazione del genoma di questa specie, che può fornire informazioni fondamentali sulla variabilità genetica alla base della produzione dei composti bioattivi, rendendo la Cumia intertexta una specie modello per la venomica, la disciplina che studia i veleni e i sistemi veleniferi in natura. Si tratta di un’area di ricerca molto promettente per la scoperta di composti bioattivi potenzialmente applicabili sulla specie umana (bioprospecting). Sfrutta infatti i milioni di anni di ottimizzazione effettuata dalla selezione naturale che hanno permesso agli organismi velenosi di produrre composti bioattivi estremamente potenti e specifici per i loro target molecolari. Tra l’altro, i pesci hanno dei meccanismi di coagulazione molto efficienti, per compensare il maggior rischio di sanguinamento in ambiente aquatico, il che rende la ricerca sugli ematofagi marini particolarmente interessante.  
 
Cumia intertexta per il premio Mollusco dell’Anno 2026, c'è tempo per votare fino al 26 aprile.
 
https://universityofalabama.az1.qualtrics.com/jfe/form/SV_bPWhKQXZjWJmwgm