Calcio
IL PARERE - Anellucci: "Zeballos mi piace moltissimo, è uno dei profili più interessanti in Argentina"
10.07.2026 14:34 di Redazione
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Tra i due litiganti, ovvero Napoli e Atalanta, il terzo gode: la spunta il Milan. Il club rossonero si accorda con Mario Gila e martedì formalizzerà l'offerta ufficiale che convincerà la Lazio. Siamo intorno ai 30 milioni di euro, bonus compresi: una cifra importante ma che, rapportata al valore del calciatore, sembra ben spesa. È d'accordo?

“Assolutamente sì. È una cifra giusta ed è un investimento corretto, soprattutto perché il club cedente aveva un contratto in scadenza. Tra qualche mese il giocatore avrebbe potuto accordarsi a parametro zero con qualsiasi altra squadra. Il Milan avrebbe potuto aspettare e fare la stessa cosa, invece ha scelto di investire subito. Credo sia stata un'operazione importante e intelligente. Per il Milan è un acquisto che sposta gli equilibri. Se ci aggiungiamo anche Gonzalo Ramos, penso che i rossoneri abbiano preso due giocatori di altissimo livello". 

Cinque milioni di euro netti a stagione per Mario Gila, con un contratto quinquennale. Secondo lei il calciatore vale uno stipendio da top player?

“Queste sono valutazioni che spettano al club, al giocatore e al suo procuratore. Però, guardando il mercato di oggi, direi assolutamente sì. Lo conosco dai tempi del Real Madrid e quando la Lazio lo acquistò fui molto contento. All'inizio ha avuto qualche difficoltà, poi è cresciuto tantissimo. Nelle ultime due stagioni è stato, senza dubbio, il miglior calciatore della Lazio".

 In casa Napoli, c'è un altro nome che sta prendendo quota: mi riferisco a Ezequiel Zeballos. Lei ha sempre seguito con grande attenzione il mercato sudamericano e ha scoperto tanti talenti. Il Napoli farebbe un affare acquistando questo ragazzo?

“Sì, assolutamente. È un giocatore importante, con margini di crescita enormi. È il classico talento argentino, uno di quei calciatori offensivi capaci di giocare in più ruoli, dalla trequarti in su. A me piace moltissimo. Come tutti i ragazzi che escono dai vivai argentini ha qualità notevoli e ancora tantissimo margine di miglioramento. Se il Napoli ha davvero la possibilità di chiudere questa operazione, secondo me deve farlo".

È un esterno destro d'attacco, ma gioca prevalentemente con il piede destro. Che tipo di calciatore è?

“È un giocatore che ama partire largo, accentrarsi e puntare sempre l'uomo. Secondo me va migliorato soprattutto sotto l'aspetto tattico. I calciatori argentini, per cultura calcistica, sono spesso molto istintivi e un po' anarchici. In Italia dovrà imparare a rispettare determinati principi di gioco. Però è giovane e ha qualità importanti".

Quindi potrebbe essere un profilo ideale per Massimiliano Allegri?

“Sì, perché Allegri è un allenatore che sa lavorare molto bene su questo tipo di giocatori. Ripeto: è uno dei profili più interessanti che ci siano oggi in Argentina, ma ha ancora un grande margine di crescita. Va semplicemente rifinito per il calcio italiano".

Un Napoli che, come ha dichiarato Aurelio De Laurentiis, deve liberarsi di circa 25 esuberi. Sta pagando le conseguenze di una gestione del mercato poco lungimirante nel biennio di Antonio Conte?

“Con Conte succede spesso la stessa cosa. Ovunque sia andato, dalla Juventus al Tottenham fino all'Inter, quando è andato via ha lasciato una situazione complicata. Naturalmente ha vinto e questo gli va riconosciuto, ma pretende sempre giocatori importanti, con contratti e stipendi molto elevati. Se poi quei calciatori non rientrano più nei suoi piani, restano comunque sotto contratto e diventano un peso per il club. Oggi il vero miracolo lo dovrà fare il direttore sportivo, riuscendo a cedere almeno sei o sette di questi giocatori, anche se si parla addirittura di circa venticinque esuberi. Vendere è molto più difficile che comprare. I direttori sportivi davvero bravi sono quelli che riescono a vendere. Oggi chi acquista guarda tre cose: quante partite ha giocato un calciatore, quanti infortuni ha avuto e quanto guadagna. Se un giocatore disputa solo poche partite e ha uno stipendio elevato, inevitabilmente il suo valore cala. E quando succede questo, il prezzo lo fa chi compra, non chi vende. Il Napoli ha bisogno di alleggerire il monte ingaggi e di eliminare situazioni che possono creare problemi anche all'interno dello spogliatoio".

Restando in chiave Napoli, il nome nuovo per il ruolo di vice Di Lorenzo è quello di Costantino Favasuli, reduce da un'ottima stagione al Catanzaro. Pensa che possa diventare un giocatore da Napoli?

“Bisogna fare delle valutazioni molto attente. La Serie B è un campionato completamente diverso dalla Serie A. Il Catanzaro ha disputato una stagione straordinaria, ma giocare nel Napoli è tutta un'altra cosa. La maglia del Napoli pesa molto di più. Bisogna capire se il ragazzo ha la personalità giusta per reggere certe pressioni. Per questo motivo io lo prenderei, ma probabilmente lo manderei un anno in prestito in una squadra di Serie A di medio livello. Solo così puoi capire davvero come reagisce a certi stadi, a certe partite e a determinate responsabilità. In passato il Napoli ha acquistato diversi giovani interessanti che poi non hanno avuto la possibilità di crescere con i tempi giusti".

È emerso che la trattativa che ha portato Atta all'Udinese e poi alla Fiorentina sarebbe stata condotta dall'intermediario Mogbayat, personaggio che in passato è stato coinvolto nell'inchiesta sul calcio belga e risulta indagato in Francia dal 2023. Come è possibile che un club serio affidi trattative così importanti a figure tanto controverse?

“Perché chi dovrebbe controllare spesso non controlla. Ti faccio un altro esempio: esiste un ufficio tesseramenti che dovrebbe vigilare sul numero di calciatori sotto contratto con ogni società. Poi però scopri club con 130, 140 o addirittura 300 tesserati, come accadde al Parma, e nessuno interviene prima. È evidente che qualcosa non funziona. Ti faccio io una domanda: trovi giusto che un procuratore lavori per anni su un ragazzo, lo scopra, lo mantenga, aiuti persino la sua famiglia, lo accompagni nella crescita e poi, nel momento della trattativa più importante della sua carriera, arrivi un intermediario che magari non conosce nemmeno il giocatore e guadagni dieci volte di più semplicemente perché ha fatto sedere due club allo stesso tavolo?”.

È evidente che ci sia una falla nel sistema dei controlli.

“Esatto è aggiungo una cosa: il problema non sono soltanto gli intermediari. Bisogna capire chi li chiama. Un intermediario non si sveglia una mattina e decide da solo di entrare in una trattativa da milioni di euro. Qualcuno lo coinvolge. Ed è questo il vero problema. Basterebbe una norma molto semplice per limitare il ruolo degli intermediari in questi termini. Invece non cambia nulla. Ci sono persone che, semplicemente mettendo in contatto due club, incassano cinque, sette o addirittura dieci milioni di euro. È una vergogna per il mondo del calcio. Il fatto che nessuno intervenga per correggere una situazione così evidente significa, purtroppo, che a molti va bene così". 

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IL PARERE - Anellucci: "Zeballos mi piace moltissimo, è uno dei profili più interessanti in Argentina"

di Redazione

10/07/2026 - 14:34

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Tra i due litiganti, ovvero Napoli e Atalanta, il terzo gode: la spunta il Milan. Il club rossonero si accorda con Mario Gila e martedì formalizzerà l'offerta ufficiale che convincerà la Lazio. Siamo intorno ai 30 milioni di euro, bonus compresi: una cifra importante ma che, rapportata al valore del calciatore, sembra ben spesa. È d'accordo?

“Assolutamente sì. È una cifra giusta ed è un investimento corretto, soprattutto perché il club cedente aveva un contratto in scadenza. Tra qualche mese il giocatore avrebbe potuto accordarsi a parametro zero con qualsiasi altra squadra. Il Milan avrebbe potuto aspettare e fare la stessa cosa, invece ha scelto di investire subito. Credo sia stata un'operazione importante e intelligente. Per il Milan è un acquisto che sposta gli equilibri. Se ci aggiungiamo anche Gonzalo Ramos, penso che i rossoneri abbiano preso due giocatori di altissimo livello". 

Cinque milioni di euro netti a stagione per Mario Gila, con un contratto quinquennale. Secondo lei il calciatore vale uno stipendio da top player?

“Queste sono valutazioni che spettano al club, al giocatore e al suo procuratore. Però, guardando il mercato di oggi, direi assolutamente sì. Lo conosco dai tempi del Real Madrid e quando la Lazio lo acquistò fui molto contento. All'inizio ha avuto qualche difficoltà, poi è cresciuto tantissimo. Nelle ultime due stagioni è stato, senza dubbio, il miglior calciatore della Lazio".

 In casa Napoli, c'è un altro nome che sta prendendo quota: mi riferisco a Ezequiel Zeballos. Lei ha sempre seguito con grande attenzione il mercato sudamericano e ha scoperto tanti talenti. Il Napoli farebbe un affare acquistando questo ragazzo?

“Sì, assolutamente. È un giocatore importante, con margini di crescita enormi. È il classico talento argentino, uno di quei calciatori offensivi capaci di giocare in più ruoli, dalla trequarti in su. A me piace moltissimo. Come tutti i ragazzi che escono dai vivai argentini ha qualità notevoli e ancora tantissimo margine di miglioramento. Se il Napoli ha davvero la possibilità di chiudere questa operazione, secondo me deve farlo".

È un esterno destro d'attacco, ma gioca prevalentemente con il piede destro. Che tipo di calciatore è?

“È un giocatore che ama partire largo, accentrarsi e puntare sempre l'uomo. Secondo me va migliorato soprattutto sotto l'aspetto tattico. I calciatori argentini, per cultura calcistica, sono spesso molto istintivi e un po' anarchici. In Italia dovrà imparare a rispettare determinati principi di gioco. Però è giovane e ha qualità importanti".

Quindi potrebbe essere un profilo ideale per Massimiliano Allegri?

“Sì, perché Allegri è un allenatore che sa lavorare molto bene su questo tipo di giocatori. Ripeto: è uno dei profili più interessanti che ci siano oggi in Argentina, ma ha ancora un grande margine di crescita. Va semplicemente rifinito per il calcio italiano".

Un Napoli che, come ha dichiarato Aurelio De Laurentiis, deve liberarsi di circa 25 esuberi. Sta pagando le conseguenze di una gestione del mercato poco lungimirante nel biennio di Antonio Conte?

“Con Conte succede spesso la stessa cosa. Ovunque sia andato, dalla Juventus al Tottenham fino all'Inter, quando è andato via ha lasciato una situazione complicata. Naturalmente ha vinto e questo gli va riconosciuto, ma pretende sempre giocatori importanti, con contratti e stipendi molto elevati. Se poi quei calciatori non rientrano più nei suoi piani, restano comunque sotto contratto e diventano un peso per il club. Oggi il vero miracolo lo dovrà fare il direttore sportivo, riuscendo a cedere almeno sei o sette di questi giocatori, anche se si parla addirittura di circa venticinque esuberi. Vendere è molto più difficile che comprare. I direttori sportivi davvero bravi sono quelli che riescono a vendere. Oggi chi acquista guarda tre cose: quante partite ha giocato un calciatore, quanti infortuni ha avuto e quanto guadagna. Se un giocatore disputa solo poche partite e ha uno stipendio elevato, inevitabilmente il suo valore cala. E quando succede questo, il prezzo lo fa chi compra, non chi vende. Il Napoli ha bisogno di alleggerire il monte ingaggi e di eliminare situazioni che possono creare problemi anche all'interno dello spogliatoio".

Restando in chiave Napoli, il nome nuovo per il ruolo di vice Di Lorenzo è quello di Costantino Favasuli, reduce da un'ottima stagione al Catanzaro. Pensa che possa diventare un giocatore da Napoli?

“Bisogna fare delle valutazioni molto attente. La Serie B è un campionato completamente diverso dalla Serie A. Il Catanzaro ha disputato una stagione straordinaria, ma giocare nel Napoli è tutta un'altra cosa. La maglia del Napoli pesa molto di più. Bisogna capire se il ragazzo ha la personalità giusta per reggere certe pressioni. Per questo motivo io lo prenderei, ma probabilmente lo manderei un anno in prestito in una squadra di Serie A di medio livello. Solo così puoi capire davvero come reagisce a certi stadi, a certe partite e a determinate responsabilità. In passato il Napoli ha acquistato diversi giovani interessanti che poi non hanno avuto la possibilità di crescere con i tempi giusti".

È emerso che la trattativa che ha portato Atta all'Udinese e poi alla Fiorentina sarebbe stata condotta dall'intermediario Mogbayat, personaggio che in passato è stato coinvolto nell'inchiesta sul calcio belga e risulta indagato in Francia dal 2023. Come è possibile che un club serio affidi trattative così importanti a figure tanto controverse?

“Perché chi dovrebbe controllare spesso non controlla. Ti faccio un altro esempio: esiste un ufficio tesseramenti che dovrebbe vigilare sul numero di calciatori sotto contratto con ogni società. Poi però scopri club con 130, 140 o addirittura 300 tesserati, come accadde al Parma, e nessuno interviene prima. È evidente che qualcosa non funziona. Ti faccio io una domanda: trovi giusto che un procuratore lavori per anni su un ragazzo, lo scopra, lo mantenga, aiuti persino la sua famiglia, lo accompagni nella crescita e poi, nel momento della trattativa più importante della sua carriera, arrivi un intermediario che magari non conosce nemmeno il giocatore e guadagni dieci volte di più semplicemente perché ha fatto sedere due club allo stesso tavolo?”.

È evidente che ci sia una falla nel sistema dei controlli.

“Esatto è aggiungo una cosa: il problema non sono soltanto gli intermediari. Bisogna capire chi li chiama. Un intermediario non si sveglia una mattina e decide da solo di entrare in una trattativa da milioni di euro. Qualcuno lo coinvolge. Ed è questo il vero problema. Basterebbe una norma molto semplice per limitare il ruolo degli intermediari in questi termini. Invece non cambia nulla. Ci sono persone che, semplicemente mettendo in contatto due club, incassano cinque, sette o addirittura dieci milioni di euro. È una vergogna per il mondo del calcio. Il fatto che nessuno intervenga per correggere una situazione così evidente significa, purtroppo, che a molti va bene così".