Il Festival Internazionale del Cinema di Pompei ha dedicato la giornata di ieri al rapporto tra scrittura, immagine e linguaggio cinematografico e televisivo, con un nuovo appuntamento di approfondimento attraverso il panel "Scrivere immagini: la letteratura che diventa cinema", che ha visto protagonista Maurizio de Giovanni, uno degli autori più amati e riconoscibili della narrativa italiana contemporanea.
Scrittore, sceneggiatore e drammaturgo, de Giovanni ha saputo trasformare Napoli in un vero e proprio universo narrativo, restituendone luci, ombre, passioni e contraddizioni attraverso storie capaci di unire indagine, sentimento e profondità umana. Dalla celebre serie del Commissario Ricciardi ai Bastardi di Pizzofalcone, fino a Mina Settembre, i suoi romanzi hanno conquistato il pubblico dei lettori e trovato nuova vita sullo schermo, confermando la forza cinematografica della sua scrittura.
Il confronto, con la partecipazione di Annarita Borelli ed Enrico Vanzina, ha preso le mosse proprio dalla sua opera, caratterizzata da personaggi, atmosfere e intrecci fortemente visivi, capaci di prestarsi naturalmente alla trasposizione cinematografica e televisiva. L'incontro ha offerto l'occasione per riflettere sul passaggio dalla pagina allo schermo e sulle possibilità espressive che nascono dall'incontro tra letteratura, cinema e serialità.
Al centro della riflessione, la differenza profonda tra l'esperienza della lettura e quella della visione di un’opera: «Il cinema lo puoi condividere, mentre un libro è per solitari. Inoltre, quando leggiamo un libro non ci possiamo distrarre: il lettore lavora, non si immedesima e basta. Se guardo un film posso distrarmi senza uscire dalla storia. Nei romanzi perdo la cognizione di essere un lettore e divento un personaggio». Una distanza che, secondo de Giovanni, si riflette inevitabilmente sulla trasposizione sullo schermo: «Un libro e un film tratto da esso sono fruizioni diverse di una stessa storia. Certe pagine però sono impossibili da mettere sullo schermo».
Nel corso della giornata, spazio anche alla prima proiezione dei cortometraggi del Progetto Scuole 2026, accolta con evidente commozione da Enrico Vanzina e Annarita Borelli. Vanzina ha definito l'iniziativa «un piccolo seme in qualcosa di enorme»; Borelli ha sottolineato «la meraviglia con cui questi giovani hanno scelto di raccontarsi», in un'epoca in cui il racconto delle nuove generazioni fatica ancora a trovare voce.
Il programma del Festival prosegue oggi, presso la Sala 6 del Cinema Nexus del MaxiMall Pompeii di Torre Annunziata, con un nuovo appuntamento dedicato al rapporto tra letteratura e cinema. Al centro della giornata il panel “Le finte bionde: dal romanzo al film”, un incontro con Enrico Vanzina dedicato al passaggio diretto tra scrittura narrativa e trasposizione cinematografica.
Attraverso il racconto di un caso emblematico come Le finte bionde, il confronto approfondirà il percorso creativo che porta una storia dalla pagina allo schermo, mantenendo coerenza di sguardo, identità espressiva e forza narrativa.
Nel corso della giornata è inoltre in programma la proiezione del lungometraggio Home Away, Home Close.
Spazio anche ai cortometraggi della selezione ufficiale, con Quando cadde il cielo di Martinus Tocchi, Lo sceneggiatore di Mark Petrasso, Esagerata di Daniele Stocchi e Giuseppe Cacace, e Fiabexit di Lorenzo Giovengo e Giuliano Giacomelli.
Un momento specifico sarà infine dedicato al progetto scuole 2026, con la proiezione dei cortometraggi realizzati dai ragazzi nell’ambito del percorso.