A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista: "Inter-Napoli è determinante, perché se il Napoli farà una gran partita, la situazione sarà simile a quelle attuali. Altrimenti, il divario di sette punti...Sette punti sono tanti. Pensare che quando il Napoli batteva l'Inter all'andata, la situazione sembrava completamente diversa. Quella partita rimise la squadra in carreggiata. Sono fiducioso quando il Napoli affronta le gare con l'acqua alla gola, perché quando lo si dichiara quasi morto, riesce sempre a convincere. In questo caso mi accontenterei solo del risultato. Serve un colpo di fortuna per restare imbattuti a San Siro. Milano e Copenaghen sono due partite fondamentali della stagione. Il Napoli va a giocare contro l'Inter dopo una stagione fino a questo momento quasi eroica, non c'è squadra che ha subito le disgrazie per gli infortuni. Il Napoli pensato in estate non è mai sceso in campo. Se il Napoli va a giocarsi questa partita da dentro-fuori, va dato merito a tutta la squadra. Il mercato del Napoli è condizionato, non so se le uscite saranno sufficienti a determinare qualche entrata. Io sono del parere che questa rosa resterà così com'è. In fondo non conviene nemmeno cambiare. Rischioso privarsi di Lucca oggi, a meno che non arrivi un altro attaccante. Ma le prossime partite possono cambiare gli obiettivi stagionali. In poco tempo il Napoli conosce molto dei suoi destini. Può avere una visione più tranquilla e serena dopo la partita a Copenaghen. Pensare che l'Inter perda altre tre partite in caso di vittoria contro il Napoli, penso che sia fantascienza. Io credo che Napoli e Conte provino a mantenere un profilo basso a livello comunicativo. Ma temo che anche dopo la partita di Milano, parleremo ancora di arbitri. È una situazione grave. Non faccio solo polemica, ma stiamo parlando di una componente che si vuole per forza assumere il ruolo di essere protagonista pur non avendo questo ruolo. Questo protagonismo dell'arbitro fa molto male al calcio e a tutto il sistema del pallone. Va estirpata. Quello che mi manda più in bestia è richiamare l'arbitro al VAR, da alcuni signori al televisore, che non sanno nemmeno cosa significhi una contesa aerea o mano attaccata al corpo. Siamo ad un punto di non ritorno. Metterei paletti fissi e un VAR che può intervenire a chiamata delle panchine o limitare al massimo il numero di chiamate al VAR".
di Redazione
09/01/2026 - 17:17
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mario Fabbroni, giornalista: "Inter-Napoli è determinante, perché se il Napoli farà una gran partita, la situazione sarà simile a quelle attuali. Altrimenti, il divario di sette punti...Sette punti sono tanti. Pensare che quando il Napoli batteva l'Inter all'andata, la situazione sembrava completamente diversa. Quella partita rimise la squadra in carreggiata. Sono fiducioso quando il Napoli affronta le gare con l'acqua alla gola, perché quando lo si dichiara quasi morto, riesce sempre a convincere. In questo caso mi accontenterei solo del risultato. Serve un colpo di fortuna per restare imbattuti a San Siro. Milano e Copenaghen sono due partite fondamentali della stagione. Il Napoli va a giocare contro l'Inter dopo una stagione fino a questo momento quasi eroica, non c'è squadra che ha subito le disgrazie per gli infortuni. Il Napoli pensato in estate non è mai sceso in campo. Se il Napoli va a giocarsi questa partita da dentro-fuori, va dato merito a tutta la squadra. Il mercato del Napoli è condizionato, non so se le uscite saranno sufficienti a determinare qualche entrata. Io sono del parere che questa rosa resterà così com'è. In fondo non conviene nemmeno cambiare. Rischioso privarsi di Lucca oggi, a meno che non arrivi un altro attaccante. Ma le prossime partite possono cambiare gli obiettivi stagionali. In poco tempo il Napoli conosce molto dei suoi destini. Può avere una visione più tranquilla e serena dopo la partita a Copenaghen. Pensare che l'Inter perda altre tre partite in caso di vittoria contro il Napoli, penso che sia fantascienza. Io credo che Napoli e Conte provino a mantenere un profilo basso a livello comunicativo. Ma temo che anche dopo la partita di Milano, parleremo ancora di arbitri. È una situazione grave. Non faccio solo polemica, ma stiamo parlando di una componente che si vuole per forza assumere il ruolo di essere protagonista pur non avendo questo ruolo. Questo protagonismo dell'arbitro fa molto male al calcio e a tutto il sistema del pallone. Va estirpata. Quello che mi manda più in bestia è richiamare l'arbitro al VAR, da alcuni signori al televisore, che non sanno nemmeno cosa significhi una contesa aerea o mano attaccata al corpo. Siamo ad un punto di non ritorno. Metterei paletti fissi e un VAR che può intervenire a chiamata delle panchine o limitare al massimo il numero di chiamate al VAR".