Calcio
IL COMMENTO - Monopoli: "Neres al 75% sarà disponibile per Inter-Napoli"
09.01.2026 12:04 di Redazione
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A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino.

Di chi è la colpa del mercato a saldo zero del Napoli? 

“Secondo me la regola di fondo è sbagliata, ma è stata anche sottovalutata la situazione. Ci sono stati troppi prestiti con diritto o obbligo di riscatto e questo ha reso tutto più complesso. È una situazione delicata che però poteva essere gestita meglio. Ovviamente c’è il presidente, che sappiamo essere molto orgoglioso e che probabilmente ha deciso di aspettare giugno, quando rientreranno i ricavi tra Champions League, Coppa Italia e Supercoppa, per sistemare i conti. Detto questo, resta un mercato che, a mio avviso, poteva e doveva essere gestito meglio".

Quanto hanno inciso ingaggi molto pesanti come quelli di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku? 

“Incidono tantissimo, inutile girarci intorno. Parliamo di stipendi molto importanti che inevitabilmente vanno a limitare il resto del mercato. È evidente che certe operazioni condizionano tutto il bilancio. Per questo continuo a pensare che la situazione potesse essere gestita con maggiore equilibrio".

Ha la sensazione che Aurelio De Laurentiis sia stato troppo accondiscendente con Antonio Conte e le sue richieste? 

“Sì, questa è la mia sensazione. Se guardiamo i nomi che circolano oggi, sia per questa sessione di mercato sia in prospettiva estiva, vediamo giocatori con una certa età, spesso oltre i trent’anni. Sono scelte che rispecchiano chiaramente la filosofia di Conte. Non credo che De Laurentiis si sia limitato ad accontentarlo in passato, se Conte resterà a Napoli, continuerà a seguirlo anche su questa linea di mercato".

Secondo lei è cambiata quindi la filosofia rispetto al passato? 

“Sì, nettamente. Prima di Conte, il Napoli puntava molto sulle opportunità e sulla scoperta di nuovi talenti come Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia erano under 30 e sono stati investimenti rischiosi ma vincenti. Oggi invece si rischia molto meno e si cercano più certezze, quindi più esperienza. De Laurentiis, tra l’altro, non ha mai investito davvero nel settore giovanile, e questa è un’altra differenza importante. Se non rischi più sui giovani, perdi la possibilità di scoprire nuovi talenti e poi bisogna anche valutare bene i profili, per esempio Artem Dovbyk, che ha uno storico di infortuni importante. Non parliamo di un episodio isolato, ma di problemi fisici ripetuti in più stagioni e in più club. Anche questo dovrebbe far riflettere quando si fanno certe operazioni".

È reale la possibilità che il Napoli acquisti Ademola Lookman a gennaio? 

“No, sono sogni. I sogni aiutano a immaginare, ma restano sogni. Lookman è un giocatore dell’Atalanta ed al momento non ci sono trattative concrete con il Napoli. Si è parlato di un interesse di altri club, ma finché non ci sono firme bisogna restare calmi e realistici. Un suo ritorno a Napoli oggi non lo vedo come uno scenario credibile".

Lei prima parlava delle critiche ai nuovi acquisti, alla fine chi li ha voluti davvero al Napoli, Conte o De Laurentiis? 

“I giocatori sono stati voluti da Conte, questo è chiaro. Aurelio De Laurentiis li ha presi, ma seguendo una filosofia ben precisa dell’allenatore. Conte ha sempre avuto un’idea molto chiara sugli acquisti. Basta pensare al caso di Giacomo Raspadori: in passato non lo riteneva funzionale, oggi invece viene visto come una risorsa importante. Il problema è sempre lo stesso: dove lo fai giocare? Da centravanti, da jolly offensivo? Serve chiarezza. A volte è meglio prendere giocatori over 30, con un ruolo definito, anche se comportano qualche rischio in più".

Una percentuale di recupero di David Neres in vista di domenica? 

“Neres, al 75%, sarà disponibile per Inter-Napoli. Me lo fa pensare la volontà del giocatore di esserci e quella di Conte di averlo a disposizione. Però bisogna essere onesti, se c’è stata davvero una distorsione alla caviglia, i tempi di recupero normali non sono di sette giorni, ma di almeno due settimane".

Quindi, sulla carta, non dovrebbe farcela? 

“Sulla carta no. Poi però contano le terapie, la riabilitazione e le sensazioni del giocatore. Il rischio c’è, perché rientrare dopo una settimana da un infortunio, anche lieve, può portarti a compensare e a farti male di nuovo. Neres, inoltre, è un giocatore che in passato ha avuto diversi problemi muscolari, quindi bisogna fare molta attenzione".

Se il Napoli dovesse perdere con l’Inter e andare a meno sette dalla vetta, le chance scudetto calerebbero drasticamente o bisognerebbe rivedere gli obiettivi stagionali? 

“No, non credo che questa sia l’unica partita decisiva. Tutte le partite lo sono. Abbiamo visto come decisioni arbitrali o episodi possano cambiare il risultato e quindi la classifica. Il Napoli dovrebbe eventualmente rivedere la condizione fisica e mentale dei giocatori, poi ci saranno i rientri e anche nuovi esperimenti tattici di Conte".

Quindi non sarebbe una sentenza definitiva? 

“Assolutamente no. Bisogna guardare anche cosa fanno le altre squadre. Il Milan, ad esempio, ha pareggiato una partita che poteva anche perdere. La classifica resta corta, anche con l’Inter a più sette, parliamo di due o tre partite di distanza. Poi molto dipenderà dai rientri e da come il Napoli riuscirà a ritrovare continuità".

Sul mercato di gennaio si aspetta movimenti importanti? 

“Io credo che qualcosa in attacco arriverà. Penso che a gennaio il Napoli possa intervenire, perché davanti serve sicuramente una soluzione in più".

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IL COMMENTO - Monopoli: "Neres al 75% sarà disponibile per Inter-Napoli"

di Redazione

09/01/2026 - 12:04

A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino.

Di chi è la colpa del mercato a saldo zero del Napoli? 

“Secondo me la regola di fondo è sbagliata, ma è stata anche sottovalutata la situazione. Ci sono stati troppi prestiti con diritto o obbligo di riscatto e questo ha reso tutto più complesso. È una situazione delicata che però poteva essere gestita meglio. Ovviamente c’è il presidente, che sappiamo essere molto orgoglioso e che probabilmente ha deciso di aspettare giugno, quando rientreranno i ricavi tra Champions League, Coppa Italia e Supercoppa, per sistemare i conti. Detto questo, resta un mercato che, a mio avviso, poteva e doveva essere gestito meglio".

Quanto hanno inciso ingaggi molto pesanti come quelli di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku? 

“Incidono tantissimo, inutile girarci intorno. Parliamo di stipendi molto importanti che inevitabilmente vanno a limitare il resto del mercato. È evidente che certe operazioni condizionano tutto il bilancio. Per questo continuo a pensare che la situazione potesse essere gestita con maggiore equilibrio".

Ha la sensazione che Aurelio De Laurentiis sia stato troppo accondiscendente con Antonio Conte e le sue richieste? 

“Sì, questa è la mia sensazione. Se guardiamo i nomi che circolano oggi, sia per questa sessione di mercato sia in prospettiva estiva, vediamo giocatori con una certa età, spesso oltre i trent’anni. Sono scelte che rispecchiano chiaramente la filosofia di Conte. Non credo che De Laurentiis si sia limitato ad accontentarlo in passato, se Conte resterà a Napoli, continuerà a seguirlo anche su questa linea di mercato".

Secondo lei è cambiata quindi la filosofia rispetto al passato? 

“Sì, nettamente. Prima di Conte, il Napoli puntava molto sulle opportunità e sulla scoperta di nuovi talenti come Victor Osimhen e Khvicha Kvaratskhelia erano under 30 e sono stati investimenti rischiosi ma vincenti. Oggi invece si rischia molto meno e si cercano più certezze, quindi più esperienza. De Laurentiis, tra l’altro, non ha mai investito davvero nel settore giovanile, e questa è un’altra differenza importante. Se non rischi più sui giovani, perdi la possibilità di scoprire nuovi talenti e poi bisogna anche valutare bene i profili, per esempio Artem Dovbyk, che ha uno storico di infortuni importante. Non parliamo di un episodio isolato, ma di problemi fisici ripetuti in più stagioni e in più club. Anche questo dovrebbe far riflettere quando si fanno certe operazioni".

È reale la possibilità che il Napoli acquisti Ademola Lookman a gennaio? 

“No, sono sogni. I sogni aiutano a immaginare, ma restano sogni. Lookman è un giocatore dell’Atalanta ed al momento non ci sono trattative concrete con il Napoli. Si è parlato di un interesse di altri club, ma finché non ci sono firme bisogna restare calmi e realistici. Un suo ritorno a Napoli oggi non lo vedo come uno scenario credibile".

Lei prima parlava delle critiche ai nuovi acquisti, alla fine chi li ha voluti davvero al Napoli, Conte o De Laurentiis? 

“I giocatori sono stati voluti da Conte, questo è chiaro. Aurelio De Laurentiis li ha presi, ma seguendo una filosofia ben precisa dell’allenatore. Conte ha sempre avuto un’idea molto chiara sugli acquisti. Basta pensare al caso di Giacomo Raspadori: in passato non lo riteneva funzionale, oggi invece viene visto come una risorsa importante. Il problema è sempre lo stesso: dove lo fai giocare? Da centravanti, da jolly offensivo? Serve chiarezza. A volte è meglio prendere giocatori over 30, con un ruolo definito, anche se comportano qualche rischio in più".

Una percentuale di recupero di David Neres in vista di domenica? 

“Neres, al 75%, sarà disponibile per Inter-Napoli. Me lo fa pensare la volontà del giocatore di esserci e quella di Conte di averlo a disposizione. Però bisogna essere onesti, se c’è stata davvero una distorsione alla caviglia, i tempi di recupero normali non sono di sette giorni, ma di almeno due settimane".

Quindi, sulla carta, non dovrebbe farcela? 

“Sulla carta no. Poi però contano le terapie, la riabilitazione e le sensazioni del giocatore. Il rischio c’è, perché rientrare dopo una settimana da un infortunio, anche lieve, può portarti a compensare e a farti male di nuovo. Neres, inoltre, è un giocatore che in passato ha avuto diversi problemi muscolari, quindi bisogna fare molta attenzione".

Se il Napoli dovesse perdere con l’Inter e andare a meno sette dalla vetta, le chance scudetto calerebbero drasticamente o bisognerebbe rivedere gli obiettivi stagionali? 

“No, non credo che questa sia l’unica partita decisiva. Tutte le partite lo sono. Abbiamo visto come decisioni arbitrali o episodi possano cambiare il risultato e quindi la classifica. Il Napoli dovrebbe eventualmente rivedere la condizione fisica e mentale dei giocatori, poi ci saranno i rientri e anche nuovi esperimenti tattici di Conte".

Quindi non sarebbe una sentenza definitiva? 

“Assolutamente no. Bisogna guardare anche cosa fanno le altre squadre. Il Milan, ad esempio, ha pareggiato una partita che poteva anche perdere. La classifica resta corta, anche con l’Inter a più sette, parliamo di due o tre partite di distanza. Poi molto dipenderà dai rientri e da come il Napoli riuscirà a ritrovare continuità".

Sul mercato di gennaio si aspetta movimenti importanti? 

“Io credo che qualcosa in attacco arriverà. Penso che a gennaio il Napoli possa intervenire, perché davanti serve sicuramente una soluzione in più".