Calcio
IL COMMENTO - Martinez: "Zeballos prospetto interessante, Messi il più grande giocatore della storia"
17.06.2026 16:15 di Redazione
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Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il giornalista Daniel Martinez. Queste le sue dichiarazioni: "Zeballos, che è stato accostato al Napoli, è un tipico giocatore argentino brevilineo e veloce. Ha iniziato molto bene con il Boca la sua carriera, è un prospetto interessante. Ha finito l'anno in calando purtroppo, diminuendo la forza che aveva ad inizio anno, ma è un calciatore molto interessante. Messi è il più grande giocatore della storia? Secondo me sì, da qualche anno. Maradona era un'icona, era tutto quello che volevamo essere noi come persone; era il rappresentante del popolo e tutti si sentivano identificati in lui, ma era anche sregolatezza. Era Diego l'uomo e Maradona la sregolatezza. Io ho amato profondamente entrambi. Maradona è stato massacrato: all'epoca il fuoriclasse non era tutelato come sono tutelati i calciatori adesso. Se Diego non fosse stato colpito fisicamente così dai suoi avversari, adesso staremmo parlando di altro. Per noi argentini il calcio è una religione: per il calcio ci emozioniamo, lo portiamo sulla nostra pelle. Messi non ha mai giocato in Argentina. Maradona era il leader che urlava; Leo invece è un leader silenzioso che, quando prende la palla, tutti sanno cosa fare. Maradona era un'icona".

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IL COMMENTO - Martinez: "Zeballos prospetto interessante, Messi il più grande giocatore della storia"

di Redazione

17/06/2026 - 16:15

Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il giornalista Daniel Martinez. Queste le sue dichiarazioni: "Zeballos, che è stato accostato al Napoli, è un tipico giocatore argentino brevilineo e veloce. Ha iniziato molto bene con il Boca la sua carriera, è un prospetto interessante. Ha finito l'anno in calando purtroppo, diminuendo la forza che aveva ad inizio anno, ma è un calciatore molto interessante. Messi è il più grande giocatore della storia? Secondo me sì, da qualche anno. Maradona era un'icona, era tutto quello che volevamo essere noi come persone; era il rappresentante del popolo e tutti si sentivano identificati in lui, ma era anche sregolatezza. Era Diego l'uomo e Maradona la sregolatezza. Io ho amato profondamente entrambi. Maradona è stato massacrato: all'epoca il fuoriclasse non era tutelato come sono tutelati i calciatori adesso. Se Diego non fosse stato colpito fisicamente così dai suoi avversari, adesso staremmo parlando di altro. Per noi argentini il calcio è una religione: per il calcio ci emozioniamo, lo portiamo sulla nostra pelle. Messi non ha mai giocato in Argentina. Maradona era il leader che urlava; Leo invece è un leader silenzioso che, quando prende la palla, tutti sanno cosa fare. Maradona era un'icona".