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Tennis, l'ortopedico Massè: "Riabilitazione e non intervento, Sinner tornerà al top"
06.10.2026 16:46 di Redazione
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Tutti vogliono sapere che cosa sia la "sindrome della bandelletta ileotibiale", il problema che ha fermato Jannik Sinner e che lo costringerà a chiudere in anticipo il 2026, saltando anche e soprattutto le Atp Finals in programma dal 15 al 22 novembre all'Inalpi Arena di Torino.

Sui social questa patologia sta scalando le classifiche delle tendenze di ricerca: si tratta di un processo infiammatorio che causa dolore nella parte esterna del ginocchio.

Di solito si manifesta nei corridori, come ha fatto a colpire un tennista come Sinner? "Le cause solitamente vengono attribuite a corse e a frequenti cambi di direzione - spiega all'ANSA il professor Alessandro Massè, direttore dell'Ortopedia del Cto, il principale ospedale traumatologico del capoluogo piemontese - e c'è la tendenza a cronicizzarsi: è normale che possa capitare a uno sportivo come Jannik, che spinge il suo fisico all'estremo e per lunghi periodi. Ora bisogna passare alla disinfiammazione". 

La buona notizia è che l'azzurro non dovrà finire sotto ai ferri: "La guarigione completa è fondamentale, ma è eccezionale arrivare a un intervento chirurgico" specifica il direttore della prima clinica ortopedica e traumatologica della Città della Salute e della Scienza di Torino, con sede al Cto. Anche lo stesso Sinner infatti ha fatto sapere: "Il mio ginocchio ha bisogno di terapie, questo significa che il mio 2026 è ufficialmente finito".

Così la curiosità si sposta su quale sarà il percorso che dovrà affrontare il fenomeno di San Candido: "Spieghiamo subito che si tratterà di un percorso di riabilitazione e non chirurgico - precisa il professor Massè - e Jannik si sottoporrà ad esercizi di elongazione muscolare, ma soprattutto dovrà ridurre il rischio di perdite di tono muscolare". Il rischio nei lunghi stop degli sportivi infatti è proprio questo: "Bisognerà lavorare su più fronti, ma sono certo che il team di fisiatri e di medici dello sport che lo seguiranno lo riporteranno ai suoi livelli" conclude il chirurgo ortopedico. 

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Tennis, l'ortopedico Massè: "Riabilitazione e non intervento, Sinner tornerà al top"

di Redazione

06/10/2026 - 16:46

Tutti vogliono sapere che cosa sia la "sindrome della bandelletta ileotibiale", il problema che ha fermato Jannik Sinner e che lo costringerà a chiudere in anticipo il 2026, saltando anche e soprattutto le Atp Finals in programma dal 15 al 22 novembre all'Inalpi Arena di Torino.

Sui social questa patologia sta scalando le classifiche delle tendenze di ricerca: si tratta di un processo infiammatorio che causa dolore nella parte esterna del ginocchio.

Di solito si manifesta nei corridori, come ha fatto a colpire un tennista come Sinner? "Le cause solitamente vengono attribuite a corse e a frequenti cambi di direzione - spiega all'ANSA il professor Alessandro Massè, direttore dell'Ortopedia del Cto, il principale ospedale traumatologico del capoluogo piemontese - e c'è la tendenza a cronicizzarsi: è normale che possa capitare a uno sportivo come Jannik, che spinge il suo fisico all'estremo e per lunghi periodi. Ora bisogna passare alla disinfiammazione". 

La buona notizia è che l'azzurro non dovrà finire sotto ai ferri: "La guarigione completa è fondamentale, ma è eccezionale arrivare a un intervento chirurgico" specifica il direttore della prima clinica ortopedica e traumatologica della Città della Salute e della Scienza di Torino, con sede al Cto. Anche lo stesso Sinner infatti ha fatto sapere: "Il mio ginocchio ha bisogno di terapie, questo significa che il mio 2026 è ufficialmente finito".

Così la curiosità si sposta su quale sarà il percorso che dovrà affrontare il fenomeno di San Candido: "Spieghiamo subito che si tratterà di un percorso di riabilitazione e non chirurgico - precisa il professor Massè - e Jannik si sottoporrà ad esercizi di elongazione muscolare, ma soprattutto dovrà ridurre il rischio di perdite di tono muscolare". Il rischio nei lunghi stop degli sportivi infatti è proprio questo: "Bisognerà lavorare su più fronti, ma sono certo che il team di fisiatri e di medici dello sport che lo seguiranno lo riporteranno ai suoi livelli" conclude il chirurgo ortopedico.