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Tennis, Internazionali d'Italia, Darderi dall'Argentina all'azzurro: "Al Foro come asado in famiglia"
14.05.2026 13:24 di Redazione
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Per chi lo conosce bene è "Luli" o - come lo chiamano a Roma - "Lucio". La sostanza, però, non cambia, perché agli Internazionali la scena se la sta prendendo lui, Luciano Darderi. Tennista argentino, naturalizzato italiano grazie alle radici di Fano del nonno, poi emigrato oltreoceano.

Un ventiquattrenne che con la semifinale conquistata nella Capitale, dalla prossima settimana sarà almeno alla posizione n.16 dell'ATP.. "Quello che sto vivendo è un sogno e ancora non ci credo", le parole dopo oltre tre ore di match contro il baby fenomeno Rafael Jodar.

Eppure quando c'è da lottare si esalta, mettendosi alle spalle un secondo set perso nonostante due match point e l'interruzione poco prima della fine del primo set per via dei fumogeni provenienti dalla finale di Coppa Italia che avevano impallato il sistema di chiamata del "fault". C'era tanta di quella nebbia che scherzando dopo la vittoria paragona le condizioni del Centrale agli asado in famiglia.

E' stremato, ma felice, perché nella sua carriera mai aveva conquistato un quarto di finale in un Masters 1000, e tanto meno la semifinale, dove ora l'avversario sarà Casper Ruud. Un ultimo step prima di una finale degli Internazionali alla quale assisterà anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E la speranza è arrivare davanti al Capo dello Stato con un ultimo atto tutto italiano. Per questo oggi non svolgerà più di una leggera sgambata, poi riposo, massaggi, ghiaccio e cercare di dormire dopo una notte insonne visto il match con Jodar finito tardissimo.

"L'ho vinta fisicamente - dice -. Ma mi sento anche più forte, mentalmente ho fatto il salto di qualità non mollando mai, anche se ho ancora tanto da imparare". Sicuramente non è più quel bambino che a dieci anni per la prima volta è venuto in Italia dall'Argentina, dov'è nato a Villa Gesell, per il torneo all'Aquila. In Italia, poi, è rimasto e ora è la rivelazione del torneo perché nel giro di due sere è stato capace di battere prima il n.3 del mondo, Alexander Zverev, e poi Jodar infiammando il Foro Italico. Ci riproverà domani contro Ruud perché ora il sogno di vincere a Roma vuole mantenerlo più che mai vivo.

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Tennis, Internazionali d'Italia, Darderi dall'Argentina all'azzurro: "Al Foro come asado in famiglia"

di Redazione

14/05/2026 - 13:24

Per chi lo conosce bene è "Luli" o - come lo chiamano a Roma - "Lucio". La sostanza, però, non cambia, perché agli Internazionali la scena se la sta prendendo lui, Luciano Darderi. Tennista argentino, naturalizzato italiano grazie alle radici di Fano del nonno, poi emigrato oltreoceano.

Un ventiquattrenne che con la semifinale conquistata nella Capitale, dalla prossima settimana sarà almeno alla posizione n.16 dell'ATP.. "Quello che sto vivendo è un sogno e ancora non ci credo", le parole dopo oltre tre ore di match contro il baby fenomeno Rafael Jodar.

Eppure quando c'è da lottare si esalta, mettendosi alle spalle un secondo set perso nonostante due match point e l'interruzione poco prima della fine del primo set per via dei fumogeni provenienti dalla finale di Coppa Italia che avevano impallato il sistema di chiamata del "fault". C'era tanta di quella nebbia che scherzando dopo la vittoria paragona le condizioni del Centrale agli asado in famiglia.

E' stremato, ma felice, perché nella sua carriera mai aveva conquistato un quarto di finale in un Masters 1000, e tanto meno la semifinale, dove ora l'avversario sarà Casper Ruud. Un ultimo step prima di una finale degli Internazionali alla quale assisterà anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. E la speranza è arrivare davanti al Capo dello Stato con un ultimo atto tutto italiano. Per questo oggi non svolgerà più di una leggera sgambata, poi riposo, massaggi, ghiaccio e cercare di dormire dopo una notte insonne visto il match con Jodar finito tardissimo.

"L'ho vinta fisicamente - dice -. Ma mi sento anche più forte, mentalmente ho fatto il salto di qualità non mollando mai, anche se ho ancora tanto da imparare". Sicuramente non è più quel bambino che a dieci anni per la prima volta è venuto in Italia dall'Argentina, dov'è nato a Villa Gesell, per il torneo all'Aquila. In Italia, poi, è rimasto e ora è la rivelazione del torneo perché nel giro di due sere è stato capace di battere prima il n.3 del mondo, Alexander Zverev, e poi Jodar infiammando il Foro Italico. Ci riproverà domani contro Ruud perché ora il sogno di vincere a Roma vuole mantenerlo più che mai vivo.