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SERIE A - Pazienza: "Sarà lotta fino alla fine tra Juve e Inter ma non darei ancora per morto il Napoli"
06.11.2019 18:47 Fonte: soccermagazine.it

Se il Napoli di oggi può considerarsi una grande squadra lo deve soprattutto al lavoro degli anni di Mazzarri, che riportò gli azzurri in Europa e a vincere qualche trofeo che mancava dai tempi di Maradona. Uno dei protagonisti di quella formazione era Michele Pazienza, che in carriera ha giocato – tra le altre squadre – anche con Fiorentina, Udinese e Juventus. Pazienza ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Soccermagazine parlando di alcuni temi d’attualità sul calcio italiano.


Quest’anno il Napoli sembra già uscito dalla corsa allo scudetto: chi vedi favorita tra l’Inter e la Juventus, altra tua ex squadra?
Beh, credo che sarà una lotta fino alla fine perché sono due squadre che stanno facendo un ottimo campionato e comunque non darei ancora per morto il Napoli, che è una squadra che ha dei valori importanti e chiaramente sta attraversando un momento poco felice. Però qualche punto, chiaramente, l’ha perso.
 
 

Quest’anno la Roma ha fatto esplodere un po’ di centrocampisti, soprattutto Cristante e Pellegrini, ultimamente addirittura Gianluca Mancini sta giocando a centrocampo. Che ne pensi? Secondo te sono tutti e tre all’altezza della Nazionale per gli Europei?
Aggiungerei a quelli citati anche il recupero di Pastore, che credo sia un recupero importante anche sulla linea della trequarti. Per quanto riguarda invece i centrocampisti credo siano dei giocatori molto validi che hanno delle qualità importanti e che hanno ancora margini di miglioramento. Quella di Mancini credo sia per me come per tutti gli altri una sorpresa anche se, leggendo sui giornali, apprendiamo che lui nasce centrocampista e comunque noi l’abbiamo conosciuto come difensore. Penso che nessuno si aspettasse che riuscisse ad interpretare così bene questo ruolo.
 
 

Attualmente la tua ex Udinese ha gli stessi punti in classifica del Milan: pensi che per i friulani la salvezza sarà tranquilla?
Sicuramente non sarà una salvezza tranquilla, ma ha le possibilità, le qualità e i valori per poterla raggiungere.
 
 

Cosa pensi di Castrovilli della Fiorentina, che tra l’altro è stato già accostato alla Nazionale?
È un giocatore che ho seguito anche ai tempi della Cremonese, un giocatore moderno, che ha qualità importanti soprattutto in fase di possesso e in fase offensiva. Un giocatore che ha una gamba importante e qualità tecniche che pochi centrocampisti hanno. Credo che sarà in futuro uno dei giocatori che stazionerà in Nazionale.
 
 

In passato ci hai spiegato che la differenza tra Napoli e Juventus sta nella maggiore passionalità degli azzurri, ma secondo te alla lunga può diventare un limite per una piazza così grande?
Non mi piace chiamarlo “limite”, ma sicuramente è una difficoltà in più per chi gioca nel Napoli e per chi lo allena. Non lo considero un limite perché comunque alla fine la passione è ciò che ti porta a dare un qualcosa in più, quindi non può considerarsi un limite, ma deve essere vista soprattutto da chi vive quell’ambiente come un punto di forza.
 
 

In queste ore la situazione a Napoli è confusa perché i giocatori si sono ribellati al ritiro a Castelvolturno tornando a casa. Ai tuoi tempi hai mai vissuto un clima tanto teso con la guida di Mazzarri?
Ci sono stati dei momenti meno felici, ma non credo che si sia arrivati mai a questo punto. È chiaro che questo momento è molto, molto delicato per il Napoli, non semplice da gestire né per l’allenatore né per la società. Io credo che da questo punto di vista, considerando il momento, bisognerebbe fare ognuno un passo indietro e riflettere su ciò che si è fatto, sia giusto sia sbagliato e poi piano piano riprendere il cammino giusto.
 
 

Quindi per te la soluzione per uscire da questa situazione è semplicemente parlarne?
Io credo che il faccia a faccia, il confronto sia sempre la soluzione migliore, la strada da percorrere per poter poi risolvere i problemi. Soprattutto in questo caso io credo che la società debba necessariamente affrontare un discorso con la propria squadra, con i propri giocatori e con il proprio allenatore che comunque è in disaccordo anche lui con la società. Trovare quell’equilibrio che si è perso.
 
 

Per concludere, un tuo augurio per la stagione del Napoli.
Innanzitutto mi auguro che venga ripristinato immediatamente l’equilibrio che c’è stato fino a ieri e che quindi possano riprendere quel percorso che secondo me avevano ben intrapreso.

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