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IL COMMENTO - Ordine: "Intervento schietto ed incisivo di Ancelotti nell'incontro con gli arbitri"
20.11.2019 13:03

Il giornalista Franco Ordine è stato ospite nella trasmissione del martedì Casa Serie A, condotta da Max Viggiani e Lida Sabic.

 

Arbitri e VAR: più confronti come quello tra Ancelotti e Rizzoli?

 

“Voglio essere sintetico e dare un taglio giornalistico alle risposte. Secondo me ci sono 3 chiavi di lettura dell’incontro. Prima di tutto il fatto che si continuino a fare gli incontri che rendono indispensabili chiarimenti sulle applicazioni del protocollo e del regolamento vuol dire solo una cosa: non c’è chiarezza assoluta sulla materia ed avvengono sul campo decisioni sulla stessa materia che divergono l’una dall’altra. Punto due: bisogna dare atto a Rizzoli di aver parlato finalmente un linguaggio sincero, perché ha detto chiaramente che ci sono più errori. Questo è obiettivamente un giudizio molto duro nei confronti della categoria. Terzo: hanno promesso che nei prossimi mesi ci sarà finalmente l’apertura alla spiegazione sul web di alcune decisioni controverse. Soprattutto ci faranno sentire, che è fondamentale, l’audio del colloquio tra varista ed arbitro. Da lì capisci chi ha preso la decisione e qual è stato il passaggio. Poi devo dire che il migliore in campo è stato Ancelotti, che ha parlato un linguaggio schietto ed incisivo. Perché nessun altro collega giornalista avrebbe fatto la domanda come l’ha fatta Ancelotti. Ha inchiodato Giacomelli e soprattutto ha messo il dito in quello che è il conflitto aperto tra arbitri di non grande personalità che vengono influenzati da varisti di grande personalità”.

 

Sul fallo su Llorente in Napoli-Atalanta

 

“Fermare il gioco avrebbe significato annullare il 2-2. Per fare questo hai bisogno di un arbitro che abbia le spalle quadrate. Giacomelli, già per il fatto di essersi rivolto ad Ancelotti per chiedergli di tenere buoni i calcatori, ti dà la dimostrazione che in quel momento non ha il controllo della situazione”.

 

Piatek e le dichiarazioni di mercato, c’entra Ibrahimovic?

 

“Credo sia un atto consolatorio. In sostanza è come se dicesse che finora ha fatto quello che doveva per arrivare dal Genoa al Milan; da oggi in avanti invece vuole raddoppiare il suo valore ed il suo rendimento per tornare sul mercato e valere doppio. Il ragionamento è secondo me sbagliato, perché quando un giocatore la mette sul piano economico inizia a battere una strada molto scivolosa. Lui si deve preoccupare di ritornare il Piatek che è arrivato al Milan a gennaio 2019“. 

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