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IL COMMENTO - Caiazza: "Bisogna imparare ad interpretare le parole per evitare casi inutili"
13.03.2019 13:26 Fonte: Salvatore Caiazza per il Roma

Ormai non c’è più limite nella comunicazione. Bisogna cominciare ad interpretare bene le parole altrimenti si creano casi che si trascinano per molto tempo ed inutilmente. Le affermazioni di Lorenzo Insigne: «Darò il massimo fino a quando starò qua», hanno dato il via ad una serie di misunderstanding pericolosi. In tanti hanno voluto capire che il capitano non abbia detto per caso quelle cose ma che il tutto sia stato studiato dal suo manager Mino Raiola per cominciare ad anticiparsi in vista del prossimo mercato estivo. Dove il procuratore cercherà di portare delle proposte importanti per fare soldi. Tutto assurdo. Figurarsi se l’attaccante di Frattamaggiore, subito dopo la partita pareggiata alla fine con il Sassuolo, si fermava a pensare ciò che doveva dire di lì a poco a Sky. Ha detto quello che al momento gli è venuto in mente. Non ha gradito alcune critiche dopo il rigore sbagliato con la Juventus e l’ha voluto esprimere a modo suo. Poi magari a giugno prossimo veramente Raiola proverà a portarlo via ma al momento c’è poco e niente. A confermarlo è stata tutta la sua famiglia. Lunedì ci aveva pensato il suo suocero a chiarire le dichiarazioni di Insigne, ieri sono andati a ruota il fratello Roberto e papà Carmine. Certo è che ci vuole veramente poco per aprire una piaga in un ambiente che è già schizzato per come sono andate le cose in campionato. Invece di restare tranquilli per concentrarsi sull’Europa League, si fa di tutto per creare caos fuori e dentro al campo. Di sicuro Lorenzo non è uno molto aperto al dialogo. Nel corso della sua permanenza nel Napoli ha mostrato vari malumori ma non ha mai pensato di voler andare via. Ha sposato il progetto di De Laurentiis diventando da qualche mese anche il vero capitano della squadra. Meglio di così davvero non sarebbe potuta andare per un figlio della nostra città. Ma solo chi ha memoria corta non ricorda che i capitani napoletani hanno sempre dovuto vivere delle situazioni particolari a casa propria. Basta chiedere a Juliano, Montefusco, Bruscolotti, Ferrara, Paolo Cannavaro e appunto Insigne. Napoli è così. Prendere o lasciare. Si fa sempre il paragone con Totti alla Roma dove tutto gli era concesso. Da noi non è così. Non appena le cose non vanno bene il capro espiatorio diventa il capitano napoletano. Comunque, questa polemica prima finisce e meglio è. Fortunatamente domani si torna in campo per un obiettivo fondamentale stagionale. Insigne dovrebbe guidare l’attacco in compagnia di Milik. Visto il 3-0 dell’andata non ci dovrebbero essere troppi problemi per andare avanti ma per chiudere subito i conti e per non rischiare nulla, sarebbe il caso di segnare almeno un gol. E se il capitano si ripetesse non sarebbe male. Darebbe seguito al gol con il Sassuolo e farebbe dimenticare il rigore sbagliato con la Juventus il 3 marzo scorso. Ora più che mai serve tranquillità. L’unico che può darla è Carlo Ancelotti. Ha troppa esperienza per non riuscire a mettere le cose a posto in pochissimo tempo. Già questo pomeriggio, nella conferenza stampa di vigilia della gara con il Salisburgo, proverà a spiegare che bisogna solo concentrarsi sulla qualificazione. Poi tutto il resto è relativo. Da venerdì poi ci si concentrerà sul campionato per cominciare a preparare la sfida di domenica con l’Udinese. Che non dovrà essere sbagliata. Anche perché Milan e Inter si sfideranno nel derby e quindi qualcosa potrebbero perdere per strada. Soprattutto se dovessero pareggiare Comunque, ora conta l’Europa League, una competizione alla portata. C’è attesa per la partita alla Red Bull Arena che sicuramente metterà le ali al Napoli targato Ancelotti.

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